Diventare madri è già un viaggio straordinario e complesso, ma a Jesi la vera sfida comincia ancor prima di scendere dall’auto: la caccia a un parcheggio rosa. Lo dimostrano le storie di due neomamme jesine. Protagonista della prima, consumatasi martedì mattina nei parcheggi dell’ospedale Carlo Urbani (davanti l’accesso al pronto soccorso ginecologico) è Clementina Sefcsik, che ha la figlia, neonata, ricoverata. "Ogni giorno, specie di mattina – spiega - è un’impresa trovare uno stallo rosa libero di fronte all’ingresso del pronto soccorso ginecologico. Ci parcheggiano tutti, anche chi non ha titolo. E allora sei costretta a cercare nel parcheggio grande che è sempre pieno". L’episodio clou martedì: "Una signora sui 60 anni stava posteggiando nell’unico stallo rosa libero e le ho fatto notare che quegli spazi erano per neogenitori, spiegandole che avevo la piccola ricoverata. Lei a brutto muso, mi ha detto di andare a quel paese e che di mia figlia non gliene importava nulla. Ho chiamato i vigili ma mi hanno risposto che non potevano intervenire per un problema di segnaletica. È vero che le strisce e i cartelli sono in parte cancellati, ma si capisce comunque che sono posti riservati. E’ assurdo".
"Qui la sosta è impossibile per le neo mamme"
Fioccano le proteste per gli stalli rosa occupati in ospedale e anche in altre zone. La polizia locale: "Abbiamo fatto anche le multe"












