HomePistoiaCronacaUn vivaismo da record. Tuttavia non si festeggiaNel primo trimestre del 2026 quasi il 12 per cento in più di piante vendute. Ma il clima di incertezza internazionale continua a produrre effetti negativi. .Fabrizio Tesi, presidente di Coldiretti PistoiaRicevi le notizie de La Nazione su GoogleSeguiciPISTOIADi motivi per esser positivi ce ne sarebbe uno e non di poco conto: un primo trimestre 2026 con più 11,75% di piante vive vendute (159 milioni di euro) rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Numeri oggettivamente da record (solo nel 2022 si registravano dati simili, al ribasso), che però impediscono di festeggiare. Colpa ancora una volta del perdurare di una condizione di incertezza politica internazionale che continua a produrre effetti negativi. Oggi, come anche in prospettiva. I temi restano gli stessi che da mesi stanno mettendo a dura prova il settore vivaistico e agricolo come tutta l’economia in genere: aumenti dei costi energetici (trasporti in primis), difficoltà di approvvigionamenti di concimi e incertezza di poter mantenere certi mercati, che si trovano attorno ai focolai di crisi. Non ultimi il meteo sempre più incerto e i problemi fitosanitari derivanti dai frequenti arrivi di insetti alieni con tutto ciò che ne consegue: aumento dei costi di prevenzione, la potenziale invendibilità di piante già pronte per il mercato, le spese di ripristino delle colture.