Aggiungi ItaliaOggi alle tue fonti preferite su Google per non perderti i nostri contenutiIl futuro della competitività italiana passa da una variabile sempre più decisiva: i giovani. Non solo forza lavoro, ma capitale umano, creativo e manageriale su cui si giocherà la tenuta e la crescita del Made in Italy nei prossimi anni.

È con questa consapevolezza che si è svolta a Roma la Giornata Altagamma 2026, dedicata al tema «Giovani e lavoro: la sfida decisiva per la competitività dell’Italia», filo conduttore dell’assemblea che ha segnato la conclusione del secondo mandato di Matteo Lunelli alla guida della Fondazione. La guida passa ora alla nuova presidente Giovanna Vitelli.

Un Paese dove è bello vivere ma talvolta difficile lavorare

Mercoledì dunque imprese, istituzioni e protagonisti del mondo economico e culturale si sono confrontati su una delle questioni più urgenti per il Paese: come attrarre, formare e valorizzare i talenti in un contesto segnato da calo demografico, trasformazioni del lavoro e crescente competizione internazionale.

Il presidente uscente ha posto con chiarezza il nodo generazionale. «Sono lieto che questo percorso si chiuda con un’assemblea dedicata ai giovani, che sono il futuro stesso della competitività del nostro Paese e del Made in Italy», ha spiegato Matteo Lunelli. «Abbiamo pochi giovani e solo il 30% di laureati. Tanti di questi, anche per mancanza di fiducia, lasciano un Paese dove è bello vivere ma talvolta difficile lavorare. Le nostre imprese vivono di innovazione, competenze manageriali, creatività e manifattura d’eccellenza e abbiamo quindi il dovere di trasmettere saperi e costruire contesti di lavoro capaci di coinvolgere i giovani talenti».