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Gol sbagliati e qualche errore difensivo (espulso Cesar Montes) contro un Sudafrica che ha praticamente rinunciato a giocare
© Getty Images
Unico vero benefit: i tre punti. Il Messico se li prende e li mette da parte, saranno utili per provare ad andare avanti. Il ct Javier Aguirre però avrà da lavorare nel ritiro, perché la prestazione della squadra non è stata di quelle che garantiscono fiducia per il futuro. Una vittoria apparentemente netta, ma in discussione fino a quando i padroni di casa sono rimasti in parità numerica, nonostante una differenza tecnica evidentissima, un atteggiamento tattico colpevolmente passivo dei sudafricani, una serie di errori che aspettavano solo di essere famelicamente addentati e trasformati in gol. Tutto questo è successo solo in parte, con un regalo sfruttato del primo tempo e un'azione ben costruita nel secondo. Il sufficiente per schiacciare il Sudafrica, troppo poco per affrontare altre squadre, soprattutto quando si commettono errori difensivi come quello che nel recupero è costato il cartellino rosso a Cesar Montes.
Una squadra con grandi ambizioni, quella messicana, perché quando si ha alle spalle un popolo innamorato ed esigente come quello dell'Azteca, non ci si può accontentare delle briciole. Una spinta che ha portato la squadra di casa a sgabbiare rabbiosamente nei primi minuti, fatti di riaggressioni continue e di assalti coordinati, Una manciata di minuti, una decina, il tempo di passare in vantaggio con Quinones sfruttando l'ennesima palla riconquistata in zona d'attacco. Un po' poco quei dieci minuti di calcio moderno per una squadra che gioca in casa e che vorrebbe scrivere un pezzo di storia. Anche perché i giocatori sono abituati a giocare in altura, la temperatura non era di quelle insopportabile, l'avversaria non poteva vantare la fama di irresistibile.










