Ventimiglia – Le ricerche di Ewerton Dos Santos, 25 anni, nato in Brasile e dell’amico Walid Sobhi, 19 anni, proveniente dal Marocco, proseguono senza sosta. Ma con il trascorrere delle ore crolla la speranza e aumenta l’angoscia. Ad oltre 24 ore da quando i due amici sono scomparsi tra le onde, dopo essersi lanciati in mare intorno alle 18 di mercoledì dalla falesia sotto il sentiero che conduce alla spiaggia delle Calandre, gli elicotteri dei vigili del fuoco e della Guardia costiera perlustrano la zona senza sosta. Ieri mattina si è aggiunto anche un mezzo della Guardia di finanza. Mentre dalle 14 di ieri gli elicotteri si sono spostati in direzione di Ponente, complici le correnti che spingono verso Francia. E così hanno fatto i mezzi acquatici, con in testa quelli della Capitaneria, che coordina le operazioni dalla centrale di Genova e hanno perlustrato palmo a palmo l’area antistante la spiaggia. Ma almeno sino a ieri sera senza esito. A riassumere l’attesa dei familiari e degli amici dei ragazzi, è Tatiana, la zia di Ewerton Dos Santos, stretta tra il desidero di credere in un miracolo e la realtà dei fatti: «Mi sento come un vecchio telefono a gettoni. Continuo a mettere monete, mi aggrappo a una speranza, ma so che prima o poi cadrà la linea…», ha raccontato esausta ieri mattina, tornata su quel sentiero maledetto, dopo aver assistito alle ricerche dei sommozzatori sino alle 2 di notte. È stata lei a volere i ragazzi in Italia, dopo la scomparsa della sorella, che viveva nel Nord Ovest del Brasile. «Mia sorella è morta nove anni fa. Ewerton è stato il primo a venire in Italia con me, poi sono arrivati i suoi fratelli di 18 e 15 anni. Sono come figli per me e i miei fratelli», ripete. «Non doveva tuffarsi con quel mare, ma a quell’età…», ripete scuotendo il capo. «Ieri era il giorno libero di entrambi. E avevano deciso di andare in spiaggia». La raggiunge un’amica: «Lei glielo aveva detto a Ewerton di non andare quel giorno, che il mare era mosso. Purtroppo, non l’ha ascoltata». Secondo il racconto del fratello minore, presente al momento dei fatti, Ewerton è stato proprio il primo a lanciarsi in acqua. Walid ha visto l’amico in difficoltà. E dopo aver tentato di tirarlo fuori dall’acqua e riportarlo sulla falesia, si è infine lanciato a sua volta in mare. Ed è scomparso tra i flutti. «Un’onda ha sbattuto il ragazzo brasiliano contro gli scogli sulla destra mentre il giovane marocchino era sulla sinistra. Poi entrambi sono scomparsi…», raccontano i presenti. «Walid è morto per salvare il suo amico. Un adulto non l’avrebbe fatto. Si è comportato da eroe», sottolineano gli amici dei ragazzi, tornati ieri sul sentiero per stare vicini alla zia di Ewerton con un calore ed un affetto che commuove. E che racconta anche quanto forte possa essere il legame dell’amicizia tra i più giovani. Mercoledì sono stati rintracciati anche i parenti di Walid, la zia ed un cugino, che vivono a Sanremo. I genitori, distrutti, ieri mattina invece erano ancora in Marocco. Qualcuno ha portato un mazzo di fiori non lontano dalla falesia dalla quale sono scesi i ragazzi. In molti passando davanti alla Madonnina, a pochi metri, si fermano per una preghiera. Le ricerche, intanto, da ieri pomeriggio si sono spostate in direzione Francia. E contrariamente a quanto avvenuto l’altra notte, quando le verifiche sono proseguite almeno sino alle 2, si sono interrotte con l’arrivo del buio. «Questa mattina abbiamo ripreso alle 5.30. Nel pomeriggio ci siamo però spostati più verso Ponente. Abbiamo controllato con le unità subacquee tutti gli anfratti e le caverne, in quanto in un primo tempo la corrente spingeva verso la costa», ha spiegato il capitano di fregata della Capitaneria di Genova, Gianluca Donadio. Inizialmente anche mercoledì era previsto uno stop con l’arrivo del buio. Ma la diminuzione dell’onda, scesa a circa 80 centimetri, ha spinto i sommozzatori a proseguire e a ispezionare l'area del porto, gli scogli e i moli di protezione. «Walid ed Ewerton sono come fratelli, bravi ragazzi, lavorano tanto. Non ci sembra ancora vero». A parlare sono alcuni amici dei due giovani. Escono dal portone della palazzina di via Calvi dove abita Walid. «Siamo andati a trovare lo zio di Walid», dicono. Nella parte bassa del centro storico di Sanremo tutti conoscono quel ragazzino - ma ormai ha 19 anni - fin da quando era piccolo. «L’ho visto praticamente crescere - racconta Angelo, titolare di un ristorante in piazza San Siro - ed è un amico di mia figlia. È sconvolta da quanto sta accadendo». Sia Walid che Ewerton lavorano nella ristorazione. Il diciannovenne marocchino adesso ha trovato un impiego stagionale in un locale di corso Imperatrice, in precedenza aveva lavorato al Profumo del Mosto, in piazza Colombo. Frequenterebbero due sorelle, circostanza che ha ulteriormente rinsaldato la loro amicizia. Nessuno si sorprende che Walid si sia tuffato quando ha visto Ewerton in difficoltà. —