Se la costa del sud dell’Albania è una meta sempre più gettonata dagli italiani grazie alle belle spiagge, l’interno orientale del Paese delle aquile è meno noto e poco frequentato nonostante comprenda il borgo medievale di Berat (la città dalle mille finestre, patrimonio Unesco), i preziosi affreschi dei monasteri bizantini sulle montagne di Voskopoja, la meraviglia paesaggistica del lago Ohrid (rinomata meta balneare) e il parco nazionale del lago Prespa, una meta naturalistica di primo piano per il birdwatching, dove vivono gli ultimi esemplari di lince dei Balcani.

Albania, Berat, città vecchia (foto Marco Moretti) PRIMO GIORNO Berat, 100 km a sud di Tirana, è la destinazione più nota di questo itinerario. Una cittadina medievale dominata da una fortezza con ponti di pietra e borghi arroccati, chiese bizantine e antiche moschee. Ricca di 2500 anni di storia, era la Antipatrea costruita dai Greci in posizione strategica a dominio della valle dell’Osum, il fiume che la attraversa ancora oggi. Seguirono Romani, Bizantini (Teodosio la battezzò Pulcheriopolis), Bulgari, Serbi, Michele II Angelo Comneno despota dell'Epiro dal 1230 al 1271 a cui si deve l’ampiamento della fortezza che ancora oggi la domina e, dal 1417, i Turchi che tra fasi alterne la tennero fino ai primi decenni dell’Ottocento. Sotto gli Ottomani furono costruite le case bianche con le finestre affiancate che la caratterizzano e divenne un importante centro commerciale e artigianale: contava 800 botteghe, 80 solo nel quartiere musulmano di Mangalem, uno dei più belli di Berat dove si può visitare la moschea che re Bayazid II fece costruire nel 1482.