La visita di Lee Jae Myung a Roma consolida una relazione che va oltre commercio e investimenti, con un nuovo Piano d’Azione destinato ad approfondire la cooperazione tecnologica e industriale. Sullo sfondo emerge una convergenza crescente tra Italia e Corea del Sud sui temi della sicurezza economica, dell’Indo-Pacifico e delle grandi crisi internazionali

La visita di Stato del presidente sudcoreano, Lee Jae Myung, in Italia segna un passaggio ulteriore nel consolidamento dei rapporti tra Roma e Seul. L’incontro di venerdì a Villa Pamphili con la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, il terzo tra i due leader in meno di un anno, porterà all’adozione di un Piano d’Azione 2026-2030 destinato ad ampliare la cooperazione bilaterale nei settori politico, economico, scientifico e della sicurezza.

Sul tavolo ci sono numeri già significativi. Con circa 11 miliardi di euro di interscambio commerciale, la Corea del Sud rappresenta il primo mercato asiatico per l’export italiano in termini pro capite. La visita sarà accompagnata da un forum imprenditoriale di alto livello e dalla firma di quattro accordi che spaziano dalla cooperazione allo sviluppo alle tecnologie avanzate, fino al sostegno alle piccole e medie imprese. La dimensione economica, tuttavia, racconta soltanto una parte della storia.