di
Simona Marchetti
Intervistato da "Billboard Canade", il cantante ha raccontato di non aver voluto seguire le indicazioni del suo tatuatore di diluire il processo in due anni e di aver completato tutto in poche settimane
Era febbraio 2024 quando Machine Gun Kelly svelava ai suoi fan su Instagram il nuovo tatuaggio “total black” che gli copriva braccia, petto e busto e che aveva fatto realizzare dal suo tatuatore di fiducia, Roxx, per nascondere gli altri disegni che aveva già incisi sulla sua pelle e che raffiguravano morte e droga. «C’erano tatuaggi felici, tristi, sacri e infernali. Era come se il mio disturbo bipolare urlasse dalla mia pelle», ha spiegato il cantante in una recente intervista con “Billboard Canada”, nella quale ha anche rivelato di aver avuto problemi di salute per aver voluto completare quell’ultimo, audace tatuaggio nel giro di poche settimane e senza anestesia, nonostante Roxx gli avesse invece consigliato di diluire il processo in due anni.
«Mi aveva avvertito che sarebbe stato quasi impossibile, anche dal punto di vista della tolleranza al dolore - ha raccontato MGK - . Dopo la prima settimana, abbiamo iniziato a trattare i linfonodi sotto le ascelle e sulle spalle e mi sono sentito davvero male. La mia pelle stava diventando gialla. Non riuscivo a dormire. Non riuscivo più a muovere alcune parti degli arti superiori del corpo». A dispetto dell’esperienza non del tutto positiva, alla fine il dolore fisico è però passato in secondo piano rispetto a quelli che - a suo dire - sono stati i benefici emotivi del tatuaggio. «Ne sono uscito estremamente ispirato - ha concluso infatti l’artista (all’anagrafe Colson Baker) - . Non solo per quello che avevo fatto, ma anche per quello che avevo dovuto superare. Cercavo un cambiamento che non fosse solo un'onda sonora, doveva essere qualcosa di fisico».






