La dirigente del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti Elisabetta Pellegrini è tra gli indagati dalla Procura di Belluno per turbativa d’asta. L’inchiesta è stata aperta su presunte irregolarità nella realizzazione della cabinovia di Cortina d’Ampezzo in occasione delle Olimpiadi invernali 2026.

Elisabetta Pellegrini (foto da LaPresse)

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Elisabetta Pellegrini, dirigente del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, è tra gli indagati nell'inchiesta della Procura di Belluno per turbativa d'asta su presunte irregolarità nella realizzazione della cabinovia ‘Apollonio Socrepes' a Cortina d'Ampezzo (in provincia di Belluno). A darne notizia è l'agenzia Ansa, dopo aver interpellato il procuratore capo Massimo De Bortoli.

Il nome di Pellegrini, coordinatrice della struttura tecnica di missione del ministero e braccio destro del ministro Matteo Salvini, si aggiunge così a quello di Fabio Massimo Saldini, ovvero l'amministratore delegato di Società infrastrutture Milano-Cortina (Simico), la stazione appaltante delle opere realizzate per le scorse Olimpiadi invernali. La Procura, nella giornata di ieri mercoledì 10 giugno, ha sequestrato i computer e i cellulari di Pellegrini. Le indagini sulla cabinovia ‘Apollonio Socrepes' La cabinovia ‘Apollonio Socrepes' avrebbe dovuto essere una delle infrastrutture cardine delle Olimpiadi Milano-Cortina, ma non è mai entrata in funzione. L'intera opera è costata 35 milioni di euro, contro i 22 milioni che erano stati inizialmente previsti. Il progetto doveva collegare il parcheggio Apollonio con la località di Socrepes e prevedeva un parcheggio interrato, con servizi commerciali, e una navetta. Già nel febbraio del 2025, un anno prima dei Giochi invernali, il progetto di fattibilità tecnica ed economica aveva sottolineato come i tempi per la realizzazione del cantiere non erano "compatibili con quelli imposti dall’evento olimpico", perciò era stato scorporato dando priorità alla cabinovia.