Nella moschea-cattedrale di Cordova, in Spagna, un’audioguida valorizza gli elementi islamici troppo spesso nascostiNella moschea-cattedrale di Cordova, in Spagna, un’audioguida valorizza gli elementi islamici troppo spesso nascosti
Questo edificio è l’essenza di Cordova, dice Miguel Santiago, 69 anni. “Senza la Mezquita è impossibile capire la città, e senza Cordova è impossibile capire la Mezquita”. Santiago, pieno di entusiasmo, si aggira a lunghi passi per il monumento. Si stenta a stargli dietro mentre fa lo slalom tra i turisti. La lunga serie di archi a ferro di cavallo, bianchi e rossi, che i visitatori ammirano a bocca aperta e che rappresentano la spina dorsale della Mezquita, lui li ha già visti “tantissime volte”.
Più che la storia di Cordova, questo edificio, altamente simbolico, racconta la storia della Spagna. Fino dall’ottavo secolo è stata la moschea più importante di Al Andalus, sotto la dominazione musulmana. Nel 1236, dopo la riconquista dei cristiani, la Mezquita (che in spagnolo significa moschea) diventò una cattedrale. Il risultato è un edificio che ha l’aspetto di un luogo di culto per due religioni diverse e che dal 1984 è patrimonio mondiale dell’Unesco. È proprio il miscuglio di islamismo e cattolicesimo e di architettura arabo-ispanica a rendere unico questo monumento, afferma Santiago. Secondo lui, però, l’amministrazione ecclesiastica locale sta facendo di tutto per far passare in secondo piano il patrimonio islamico.








