Un controllo ispettivo che ha portato a galla una fitta rete di irregolarità amministrative, contrattuali e di sicurezza. Questo il bilancio dell'operazione congiunta condotta a Licata dai Carabinieri della locale Stazione insieme agli specialisti del Nucleo ispettorato del lavoro (Nil) di Agrigento. Nel mirino delle forze dell'ordine è finita un'avviata attività di ristorazione del luogo: al termine degli accertamenti, l'amministratore dell'esercizio, un imprenditore di 40 anni, è stato deferito in stato di libertà alla Procura della Repubblica di Agrigento.
Il quadro emerso durante l'ispezione all'interno dei locali della ristorazione ha svelato una diffusa inosservanza delle norme a tutela dei lavoratori. I militari e gli ispettori del lavoro hanno riscontrato violazioni strutturali della normativa sulla salute e sicurezza (decreto legislativo 81/2008), a partire dall'omessa nomina del preposto e dalla totale mancanza della sorveglianza sanitaria per il personale. A questo si aggiungevano l'omessa consegna dei dispositivi di protezione individuale (dpi), il mancato aggiornamento del documento di valutazione dei rischi (dvr) e gravi lacune negli obblighi di informazione e formazione dei dipendenti. Gli investigatori hanno inoltre scoperto e sequestrato un impianto di videosorveglianza abusivo, installato per controllare i lavoratori a distanza in assenza della necessaria autorizzazione dell'Ispettorato territoriale del lavoro.









