Vasco, Cremonini, Ferro e gli altri continuano a riempire gli stadi perché le loro canzoni sono diventate un immaginario condiviso. E poco importa che i numeri siano cambiati nell’era dello streaming.

Vasco Rossi, Cesare Cremonini e Tiziano Ferro

La stagione dei grandi concerti italiani è cominciata con le grandi venue occupate da artisti come Vasco Rossi, Tiziano Ferro e Cesare Cremonini. Ci aspettano quelli di Eros Ramazzotti e Max Pezzali, tra gli altri. Generazioni che nonostante abbiano difficoltà nel nuovo mondo degli streaming (Cremonini a parte) riescono costantemente a portare centinaia di migliaia di persone ai propri concerti. Sono loro ad aver fatto i cosiddetti "numeri veri", ovvero gli album venduti, quelli fisici, i cd e le cassette soprattutto, oltre ai vinili. Sono coloro che più hanno visto cambiare l'industria, ma sono stati in grado di mantenere attorno a sé comunità importanti di fan, pronti a tutto per vederli live. Artisti intergenerazionali, diversi a modo loro, anche per questioni anagrafiche, ma portatori di un tempo in cui la musica aveva un peso specifico diverso da quello liquido di oggi. Il mondo culturale digitale ha cambiato i meccanismi che costruiscono l'immaginario delle nuove generazioni a causa, soprattutto, di una maggiore frammentazione, rendendo difficile unire tante persone attorno a poche cose che costruivano un sostrato culturale.