di Claudileia Lemes Dias

La democrazia boliviana compie un passo decisivo verso la militarizzazione. Il presidente di centro-destra, Rodrigo Paz, entrato in carica lo scorso novembre, ha ufficialmente promulgato la Ley de Estados de Excepción meno di 24 ore dopo la sua approvazione lampo in Parlamento.

​La mossa punta a spezzare il blocco stradale che da sei settimane stringe il paese andino in una morsa asfissiante, provocando una gravissima carenza di cibo, medicinali e carburante, in particolare nelle roccaforti di La Paz, El Alto e Cochabamba. Ma l'opposizione e gli analisti internazionali lanciano l'allarme: le nuove norme demoliscono i pilastri dello Stato di diritto.

Il testo della legge, fortemente contestato dalle opposizioni guidate dall'ex presidente Evo Morales, introduce meccanismi giuridici eccezionali che di fatto pongono le forze armate al di sopra della magistratura ordinaria:

1. Presunzione di legalità assoluta: qualsiasi operazione militare condotta durante lo stato di eccezione viene considerata legittima e legale a priori. Spetterà eventualmente alle vittime dimostrare il contrario, ribaltando l'onere della prova in un contesto di evidente asimmetria di potere;