Nella 37a edizione dell’indagine del Sole 24 ore sulla qualità della vita, Trieste è l’unica città che figura ai primi posti nelle graduatorie delle tre fasce di popolazione. L’inchiesta valuta 60 indicatori di benessere (20 per fascia di età) per raccontare la geografia variabile sulle condizioni di vita di bambini, giovani e anziani: statistiche certificate, situazione socio-economica, capillarità dei servizi, opportunità di lavoro e studio, risposte dei territori alle esigenze specifiche dei tre target generazionali. Trieste è al primo posto nella qualità della vita degli anziani over 65 grazie alle strutture sanitarie (infermieri e geriatri) e al minore uso di farmaci. È al quarto posto nella graduatoria che riguarda i giovani tra i 15 e i 35 anni grazie imprenditorialità giovanile e ad affitti abbordabili. Ed è sempre al quarto posto per i bambini fino a 14 anni per la presenza di pediatri, buona istruzione e scarsità di crimini contro i minori.
Trieste affacciata sul mare (foto Marco Moreti) Al di là di questi aspetti prettamente statistici, nella qualità della vita di Trieste influiscono elementi ambientali, etnici, economici, ricreativi e culturali. Ultimo lembo della Venezia Giulia, regione passata in gran parte alla Jugoslavia dopo la sconfitta italiana nella Seconda guerra mondiale, Trieste è una città dal carattere mitteleuropeo che vive in totale simbiosi con il mare. L’Adriatico per secoli è stato il fulcro dei suoi commerci e la fonte di un diffuso benessere economico. Il mare è però anche il piacevole cortile di casa dove rilassarsi e trascorrere i weekend. È l’unica città italiana ad avere stabilimenti balneari riservati alle donne, testimonianza dell’indipendenza delle triestine dai tempi asburgici quando la città era il porto di Vienna. E ospita la Barcolana una delle maggiori manifestazioni veliste della Penisola.






