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Marco Cherubini

«One man band» con Hendrix, Led Zeppelin e Prince come maestri

62 anni magnificamente portati. Una spinta creativa viva e l’idea di essere sempre al centro della scena internazionale. Ci sono artisti che seguono le mode e altri che riescono a crearle. Lenny Kravitz appartiene alla seconda categoria. Cantante, musicista, produttore, attore e icona di stile, da oltre trent’anni una delle figure più riconoscibili del panorama musicale internazionale. Con la sua miscela di rock, soul, funk, blues e psichedelica, il musicista americano ha costruito una carriera fuori dagli schemi, diventando un punto di riferimento per generazioni di artisti.

E dagli spalti del Roland Garros dove domenica scorsa ha assistito alla finale tra Zverev e Cobolli, paparazzato più di tutte le star sugli spalti, Lenny parte dall’Opel Firenze Rocks, dove aprirà il festival per la prima volta, per un clamoroso tour fino a Madrid, Berlino, Stoccolma e Londra. Un calendario fitto testimone della vitalità di questo artista che continua a riempire arene e festival in tutto il mondo.