Damir Davydov, 57 anni, è saltato in aria a causa di un’autobomba piazzata sotto la sua BMW nei pressi di Mosca. Il generale era a capo della direzione per l’approvvigionamento di munizioni per artiglieria e missili dell’esercito russo.
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Erano circa le 5 e 30 del mattino quando una potente esplosione si è verificata a Balashikha, città nei pressi di Mosca, uccidendo sul colpo il colonnello Damir Davydov: l'uomo, 57 anni, non è stato vittima di un incidente ma è saltato in aria a causa di un ordigno che era stato piazzato sotto la sua BMW.
Quello di Davydov è stato l'ultimo di una serie di omicidi mirati contro ufficiali russi e figure di spicco favorevoli alla guerra, avvenuti da quando il Cremlino ha lanciato l'invasione dell'Ucraina. Come per altri casi degli ultimi anni, il militare non era un personaggio secondario: era infatti a capo della direzione per l'approvvigionamento di munizioni per artiglieria e missili dell'esercito russo, un ruolo logistico chiave responsabile della supervisione della distribuzione delle armi alle forze armate. Ieri il Cremlino ha confermato l'omicidio di Davydov a causa di un'esplosione e che Vladimir Putin ne è stato informato. Interpellato in merito all'indagine, il portavoce Dmitry Peskov si è rifiutato di fornire dettagli, affermando: "Come comprendete, le informazioni relative all'inchiesta in corso non possono essere divulgate. Si tratta, ovviamente, di una questione di competenza dei nostri servizi segreti".












