Comprare armi americane da girare all’Ucraina. È il meccanismo ideato nel luglio 2025 da Donald Trump in combutta con il segretario generale della Nato Mark Rutte, e che ha finito per trasformare il sostegno a Kiev in un grande affare per le industrie statunitensi, ingrossandone produzione e vendite. «Non regaliamo più niente, chi vuole le nostre armi ce le deve comprare», aveva detto ruvido e dritto il tycoon lanciando il “Purl”, acronimo di Prioritised Ukraine Requirements List, il fondo alimentato dai membri della Nato per acquistare ordigni made in Usa da inviare all’Ucraina. E inaugurando tutt’altra stagione rispetto a quella di Joe Biden, che mandava aiuti a Kiev senza pretendere nulla in cambio. Ma si sa, con The Donald i tempi per Volodymyr Zelensky si son fatti più duri, nel segno dello stop agli aiuti militari diretti Usa. L’Italia stavolta però non risponderà “presente” all’alleato americano, poiché non ha alcuna intenzione di aderire al Purl. «Del resto siamo in ottima compagnia...», fanno notare fonti impegnate nel dossier, assicurando che a Washington avranno ormai ben chiara l’antifona visto che sono mesi e mesi che l’Italia tentenna su una scelta che, appena un anno fa, sembrava una strada obbligata.
L’Italia dice no a Washington: «Non compreremo dagli Usa le armi per aiutare l’Ucraina»
Comprare armi americane da girare all’Ucraina. È il meccanismo ideato nel luglio 2025 da Donald Trump in combutta con il segretario generale della Nato Mark Rutte, e che ha finito per...
L'Italia rifiuta il Purl, il programma Trump per acquistare armi Usa destinate all'Ucraina, allineandosi con Regno Unito e Francia. La scelta rischia di inasprire i rapporti già tesi con Washington, mettendo a rischio la coesione atlantica su questioni strategiche.






