Il braccialetto elettronico che scatta e fa scattare le manette per evasione. È quanto accaduto a Renazzo nella prima mattinata di martedì. Poco dopo le 5, la centrale operativa del comando provinciale dei carabinieri ha ricevuto la segnalazione di allarme proveniente dal dispositivo installato su un 33enne del posto. Immediato l’intervento di una pattuglia della compagnia di Cento che, giunta sul posto per un controllo, ha constatato l’effettivo allontanamento dell’uomo dal proprio domicilio.
La misura cautelare a cui il giovane era sottoposto scaturisce da una complessa indagine condotta dall’Arma e coordinata dalla Procura estense. L’attività investigativa, avviata a seguito delle denunce della compagna e di numerosi interventi delle pattuglie, aveva permesso di delineare un grave quadro indiziario a carico del 33enne, indagato per i reati di maltrattamenti in famiglia e atti persecutori nei confronti della ex compagna.
Le condotte vessatorie nei confronti della donna, iniziate a marzo del 2024, si erano progressivamente intensificate fino a portare al suo primo arresto nell’ottobre del 2025. Successivamente scarcerato, dall’11 dicembre scorso, l’uomo si trovava agli arresti domiciliari con l’obbligo del braccialetto elettronico. Ieri all’alba, l’allontanamento non autorizzato. Nelle ricerche sono state subito impiegate diverse pattuglie che lo hanno sorpreso mentre rincasava. L’arresto è stato convalidato e in attesa di processo sono stati ripristinati i domiciliari con braccialetto elettronico.








