"Buongiorno sono il dottor Capassi dall’Ispettorato di Finanza". Così inizia la chiamata con cui un soggetto, dall’accento milanese, si è presentato ad una signora viareggina – una 40 enne imprenditrice molto nota – contattata alcuni mesi prima per sottoscrivere un abbonamento ad una rivista delle forze dell’ordine. Il tentativo di truffa è iniziato nell’ottobre del 2025, quando un sedicente promotore di un periodico di informazione sull’attività delle forze dell’ordine, ha proposto telefonicamente l’abbonamento quale forma di sostegno all’operato delle forze di Polizia e Armate. La donna, nonostante non avesse mai eseguito alcuna sottoscrizione, è stata nuovamente contattata ed invitata a ritirare un pacco contenente la rivista. A fronte delle lamentale mosse, l’interlocutore non si è arreso, specificando come all’interno della spedizione si sarebbero trovate tutte le indicazioni per poter rescindere dal contratto. Ma la donna non è caduta subito nel tranello: insospettita dalla richiesta la vittima del raggiro si è infatti rivolta ai finanzieri del Gruppo di Viareggio che, mentre ricevano le dichiarazioni della parte lesa, hanno assistito in diretta allo squillo del cellulare e a una nuova telefonata del “dottor Capassi”. Nell’occasione lo stesso si qualificava quale “Ispettore della Finanza” specificando che il pacco si trovava in consegna e che la successiva disdetta sarebbe avvenuta solo a fronte del pagamento di un bollettino postale di 180 euro. L’immediato intervento delle Fiamme Gialle ha permesso di interrompere la truffa e raccogliere elementi sugli organizzatori del raggiro.
Operazione della Finanza. Truffa del contrassegno
Un sedicente ispettore ha proposto telefonicamente l’abbonamento a una rivista militare. Ma la vittima, un’imprenditrice quarantenne molto nota in città, non ci è caduta.









