Uno studio condotto all’Università della Calabria, nel dipartimento di Biologia, Ecologia e Scienze della Terra, ha individuato una possibile chiave per comprendere la resistenza alle terapie nel glioblastoma, uno dei tumori cerebrali più aggressivi e difficili da trattare. La ricerca è stata pubblicata sulla rivista internazionale Computers in Biology and Medicine, punto di riferimento nel settore della medicina computazionale e dell’applicazione dell’intelligenza artificiale alla biomedicina.
Una popolazione cellulare “resistente” al centro dello studio
L’indagine ha evidenziato l’esistenza di una rara popolazione di cellule tumorali, pari a circa il 5-6% della massa analizzata, che potrebbe essere direttamente coinvolta nei meccanismi di resistenza alle terapie e nelle recidive della malattia. Secondo i ricercatori, proprio queste cellule potrebbero rappresentare uno degli elementi chiave nella difficoltà di eradicare completamente il tumore, rendendo necessario un approccio terapeutico sempre più mirato.
Intelligenza artificiale e analisi genetica
Lo studio è stato condotto attraverso l’utilizzo di dati a singola cellula e strumenti di intelligenza artificiale, con lo sviluppo di un modello interpretabile basato su 40 geni. Questo sistema è in grado di assegnare a ogni cellula una probabilità di appartenenza al gruppo potenzialmente più resistente, trasformando un segnale biologico complesso in un parametro misurabile e analizzabile. Il modello è stato validato su dati indipendenti e apre la strada a futuri approfondimenti scientifici su possibili bersagli terapeutici più efficaci e personalizzati.






