Nuovi elementi nel caso Boccia-Sangiuliano. Dagli atti del procedimento che ha portato al rinvio a giudizio dell’imprenditrice emerge la testimonianza del medico che visitò la lesione riportata alla testa dall’ex ministro della Cultura: “Una ferita superficiale, disse che se l’era procurata urtando un angolo della scrivania. Venne medicato e dimesso”
Attiva le notifiche per ricevere gli aggiornamenti su
Nuovi elementi nel caso Boccia-Sangiuliano. Dagli atti del procedimento che ha portato al rinvio a giudizio dell'imprenditrice Maria Rosaria Boccia, è emersa la testimonianza del medico che prese in cura l'ex ministro della Cultura, recatosi all'ospedale Gemelli per farsi medicare una ferita al capo.
Si tratta del taglio che Sangiuliano avrebbe riportato durante un'accesa discussione con la donna e finito poi oggetto dell'inchiesta, in cui Boccia è accusata di stalking aggravato, lesioni, diffamazione e interferenze illecite. "Aveva una ferita recente sul cuoio capelluto, che aveva riferito di essersi procurato urtando contro un angolo della scrivania. Trattandosi di una ferita superficiale venne effettuata una semplice medicazione e dimesso", avrebbe detto, parlando con i carabinieri lo scorso l'11 ottobre 2024 a Roma, uno dei medici dell'ospedale Gemelli a cui l'ex ministro Gennaro Sangiuliano si è rivolto il 17 luglio dello stesso anno. Negli scorsi giorni si era tornato a parlare della ferita dopo che alcuni quotidiani avevano riportato la notizia di una possibile riqualificazione di uno dei capi d'imputazione in tentato omicidio. L'indiscrezione era stata rapidamente smentita dal legale di Sangiuliano, Silverio Sica, che aveva escluso l'esistenza di una richiesta di inasprimento del quadro accusatorio o di elementi che potessero sostenerla.








