La violenza ha presentato il conto. Dopo gli inauditi scontri in occasione del derby della Mole, le istituzioni imboccano la linea dura. Il Ministero dell’Interno ha varato una disposizione tanto drastica quanto inequivocabile: stop alle trasferte per i tifosi di Juventus e Torino fino al 3 novembre 2026, misura che di fatto coprirà le prime dieci giornate del prossimo campionato di Serie A.
Il pomeriggio della stracittadina è degenerato in una vera e propria guerriglia urbana: lanci di pietre e oggetti, violente risse, intervento delle forze dell’ordine con lacrimogeni. Nel caos è rimasto gravemente ferito alla testa Marco Leonardo Basoccu, 36 anni, sostenitore bianconero, sottoposto a un delicato intervento di neurochirurgia all’ospedale Molinette.
Il livello degli scontri è stato tale da imporre un rinvio del calcio d’inizio di circa un’ora, alterando la contemporaneità dell’ultima giornata e incidendo sull’andamento del torneo. La reazione dello Stato, oltre al fronte giudiziario che ha già portato a dieci arresti tra gli ultras juventini e a numerosi Daspo, si traduce in una misura preventiva collettiva per scongiurare nuove occasioni di contatto.
L’impatto non sarà identico per le due società. Per la Juventus, il divieto di viaggio riguarderà i residenti in Piemonte e Lombardia, bacini storicamente cruciali per la tifoseria bianconera: i sostenitori non potranno seguire la squadra nelle gare esterne con Frosinone (1ª giornata), Sassuolo (4ª), Cagliari (6ª), Lecce (8ª) e Genoa (9ª).










