VENEZIA - Piazza San Marco torna a incantare con un omaggio al grande compositore scomparso Ennio Morricone. Una serata emozionante quella proposta dalla Fenice domenica 5 luglio, che vedrà Kevin Rhodes condurre l'orchestra e il coro del Teatro, in un programma volto a ricordare e celebrare il pluripremiato musicista romano.
Il concerto La «Morricone Night. Suite veneziana» vedrà sul palco gli attori Luca Barbareschi e Cesare Bocci e il soprano Sara Cortolezzis. Maestro del Coro sarà Alfonso Caiani. L’evento si svolgerà alle 21, e grazie alla sinergia con Rai Cultura sarà trasmesso in differita televisiva su Rai5 giovedì 9 luglio, alle21.20 e contestualmente in streaming online su Raiplay.Il programma Il programma musicale vedrà l’esecuzione della Cantata per l’Europa (1988) per soprano, due speaker, orchestra e coro. Saranno poi proposte alcune pagine tratte dal catalogo più noto di Morricone, scelte dalle colonne sonore che l’hanno reso uno dei compositori italiani più amati del Novecento: da 'Il clan dei siciliani' (1969) a 'The Hateful Eight' (2015) – Oscar 2016 per la miglior colonna sonora – passando per 'Mission' (1986), 'Nuovo cinema paradiso' (1988), 'Jona che visse nella balena' (1993), 'La leggenda del pianista sull’oceano' (1998), 'Canone inverso' (2000), 'Nostromo: Conradiana' (1996).Morricone a Venezia La musica di Ennio Morricone, scomparso nel 2020, ha risuonato spesso a Venezia. Solo una volta accompagnata dalla presenza attiva del suo autore. L’osservazione è importante, perché è risaputo quanto malvolentieri il maestro romano affidasse ad altri l’esecuzione delle proprie partiture, in special modo quelle orchestrali.Dopo la scomparsa del due volte premio Oscar le occasioni si sono moltiplicate, ma la traiettoria è stata lunga e risale molto indietro nel tempo, a dimostrazione che le composizioni morriconiane – per il cinema e non solo – hanno acquisito nei decenni anche in laguna proprio quello status di musica ‘assoluta’ che il compositore inseguiva, operando un’ostinata quanto imprecisabile distinzione tra il suo lavoro per grande e piccolo schermo e quello di destinazione concertistica. Non a caso qui, nel 1995, Morricone ricevette il Leone alla Carriera della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica. Non vanno dimenticate le raffinatissime e ispirate partiture per film ambientati a Venezia, dal 'Marco Polo' televisivo di Giuliano Montaldo al letterario 'La cosa buffa', dall’erotico 'La disubbidienza' al thriller 'Chi l’ha vista morire?', gli ultimi tre di Aldo Lado. Impossibile non ricordare, allora, il suo Concerto per orchestra, pagina di audace avanguardia atonale scritta nel 1957 dal compositore nemmeno trentenne, eseguita in prima assoluta alla Fenice il 24 marzo 1960 dall’Orchestra del Teatro sotto la guida di Erminia Romano. Si aggiunge anche la serata dell’8 settembre 1985, quando le note del maestro risuonarono per la prima volta nel Chiostro di San Nicolò in occasione del festival Lido Musica 1985 Musica e Cinema, con l’Orchestra della Fenice che eseguì, accanto a pagine di Saint-Saëns, Macchi e Sciarrino, i 'Frammenti di Eros', scritti da Morricone sul testo di cinque poesie firmate da Sergio Miceli. Con sguardo lungimirante e non frequente tra gli enti lirici italiani, la Fenice ha proseguito negli anni nella diffusione dell’universo cinemusicale e quindi dell’opera di Morricone.Tra i tanti eventi, val la pena soffermarsi sulle due indimenticabili serate di Piazza San Marco in presenza eccezionale di Morricone stesso: il 10 e 11 settembre 2007 il quasi ottantenne maestro diresse l’Orchestra Sinfonietta di Roma e il Coro della Fenice in un lungo e impegnativo programma che, accanto alle più celebri sue pagine per il cinema, offrì nella serata dell’11 la sua 'Voci dal silenzio', un’emozionante suite di mezz’ora per voce recitante, coro e orchestra, scritta dopo l‘attentato alle Twin Towers del 2001, poi dedicata alle vittime di tutte le stragi. Un’altra pregevole prima assoluta morriconiana fu quella dei '4 anacoluti su Antonio Vivaldi', eseguiti dai Solisti Veneti di Claudio Scimone il 17 settembre 2008 alla Fenice in occasione del Premio Una vita nella musica loro assegnato dall’Associazione Arthur Rubinstein di Bruno Tosi.La stagione alla Fenice Un'estate ricca di emozioni, alla quale seguirà la Stagione lirica 2026/2027, che sarà inaugurata con Fedora di Umberto Giordano, un'opera che mancava dal palcoscenico veneziano dal 1968. Lo spettacolo andrà in scena in un nuovo allestimento con regia, scene e costumi di Hugo de Ana. Sul podio di Orchestra e Coro del Teatro La Fenice l'autorevole presenza di Donato Renzetti, che condurrà un cast composto per i ruoli principali da Maria Agresta, Vincenzo Costanzo, Ekaterina Bakanova — al debutto nei rispettivi ruoli - e Simone Piazzola. Otto le recite in programma al Teatro La Fenice: il 13, 14, 15, 17, 18, 19, 20, 22 novembre 2026. La Stagione, presentata questa mattina dal sovrintendente Nicola Colabianchi, dal responsabile artistico e organizzativo delle attività di danza Franco Bolletta e dal direttore generale Andrea Erri, vede poi un ritorno di Hänsel und Gretel di Engelbert Humperdinck, assente da oltre trent'anni, e di Jenüfa di Leoš Janáček, capolavoro del realismo slavo. Dal repertorio francese sarà proposto il capolavoro di Georges Bizet, Carmen, mentre andrà in scena per la prima volta alla Fenice le Nozze istriane di Antonio Smareglia. Chiuderà la Stagione Adriana Lecouvreur di Francesco Cilea, opera in quattro atti su libretto di Arturo Colautti. Saranno cinque gli spettacoli di danza che la Fenice proporrà nell'ambito della Stagione lirica e balletto 2026-2027.Cinque produzioni che, dal 12 dicembre al 17 ottobre 2027, intrecciandosi con le produzioni liriche del medesimo cartellone, offriranno grandi classici, creazioni moderne e lavori di autori contemporanei. Si comincerà con il grande repertorio grazie a «Les Étoiles», un emozionante gala di danza classica nel quale sfileranno alcuni dei migliori talenti ballettistici del momento.Seguiranno le performance di due compagnie di grande prestigio internazionale: la Béjart Ballet Lausanne di Maurice Béjart, che festeggia nel 2027 i cento anni dalla nascita di Maurice Béjart (1927-2007) e i quaranta dalla fondazione della sua compagnia, e l’americana Parsons Dance di David Parsons. Grande classico della danza, andrà in scena «Giselle», nell’interpretazione del Wiener Staatsballett diretto da Alessandra Ferri. Infine la MM Contemporary Dance Company di Michele Merola.La Stagione Sinfonica 2026-2027 si svolgerà a partire dal 28 novembre fino al 31 ottobre 2027, con direttori tra i più celebri a livello internazionale, attesi ritorni e interessanti debutti, nella sala grande del Teatro La Fenice e al Teatro Malibran. L’apertura e la chiusura di Stagione saranno affidate a Riccardo Frizza. Nel concerto inaugurale, il maestro celebrerà Giuseppe Sinopoli nell’ottantesimo anniversario della nascita e a venticinque anni dalla sua scomparsa con l’esecuzione dell’«Hommage à Costanzo Porta» (1975) dalla prima raccolta di Pour un livre à Venise, cui seguirà l’oratorio Il giudizio universale per soli, coro e orchestra di Lorenzo Perosi. Nel concerto di fine stagione il programma affiancherà invece pagine del Novecento italiano firmate da Respighi e Casella alla Decima Sinfonia di Šostakovič. Per la prima volta in Fenice giungerà Alevtina Ioffe, classe 1978, originaria di Mosca, attualmente direttrice principale dell'Opera di Berna; per il suo esordio veneziano proporrà musiche dal grande repertorio del suo Paese di origine: il Capriccio italiano e la Suite n. 4, detta Mozartiana, di Čajkovskij e la Terza Sinfonia di Rachmaninov. Ancora il grande repertorio russo sarà protagonista nel concerto diretto da Stanislav Kochanovsky, che pochi giorni prima delle festività natalizie offrirà l’esecuzione dell’ouverture dalla Ruslan e Ljudmila di Glinka, della suite orchestrale dall’opera La notte prima di Natale di Rimskij-Korsakov e della Prima Sinfonia denominata Sogni d’inverno di Čajkovskij. Capolavoro del repertorio sacro, la Petite Messe Solennelle di Rossini sarà eseguita nella versione per soli, coro, due pianoforti e harmonium con il Coro del Teatro La Fenice. Sarà interamente dedicato a Brahms il debutto veneziano di Jukka-Pekka Saraste, che dirigerà la Prima Sinfonia del compositore di Amburgo oltre al Secondo Concerto per pianoforte e orchestra, nel quale spiccherà il talento solistico di Daniele Martinelli, vincitore del Premio Venezia 2025.Nella settimana di Pasqua, Dennis Russell Davies eseguirà la Missa solemnis di Beethoven. Altro debutto di grande interesse sarà quello di Andriy Yurkevych, che metterà a confronto l’Ottava Sinfonia di Beethoven e l’Ottava Sinfonia di Dvořák. Giungerà per la prima volta in Fenice nella veste di direttore Emmanuel Tjeknavorian, che si misurerà con l’ouverture da Die Geschöpfe des Prometheus di Beethoven, e poi con due grandi pagine sinfoniche a confronto, la Quarta Sinfonia Italiana di Mendelssohn e la Quarta Sinfonia di Čajkovskij. Debutterà Francesco Cilluffo, con un concerto dedicato al repertorio italiano a cavallo tra Otto e Novecento ‘raccontato’ da pagine di Respighi, Pizzetti e Franchetti. Debutteranno sul podio veneziano anche Finnegan Downie Dear, che proporrà la Prima Sinfonia Classica di Prokof’ev, la Quinta Sinfonia di Schubert e il Concerto in re maggiore per oboe e piccola orchestra di Richard Strauss, Alexander Soddy, che presenterà la Sesta Sinfonia Pastorale di Beethoven e la Sesta di Šostakovič. E ancora Giulio Prandi, che dirigerà il Concerto Dumbarton Oaks di Stravinskij, il Concerto op. 40bis di Alfredo Casella, nell’arrangiamento per archi di Erwin Stein; e il Concerto per organo The Cuckoo and the Nightingale di Händel. Saranno graditissimi i ‘ritorni’ di Robert Treviño, impegnato nell’esecuzione di pagine di primo Novecento, firmate da Carl Nielsen ed Edward Edgar. E di Ton Koopman, che interpreterà musiche di Haydn, del quale verrà eseguita la Sinfonia n. 98; Händel, con la Music for the Royal Fireworks; e Mozart, del quale si ascolterà il Concerto per flauto e arpa in do maggiore KV 299, eseguito per le parti solistiche dal flautista Matteo Sampaolo e dall’arpista Claudia Lucia Lamanna, vincitrice del Premio Una vita nella musica Giovani 2026.








