Dopo il terremoto politico-giudiziario che si è abbattuto su Vieste (e di riflesso anche su Bari) con l’inchiesta per concussione che ha coinvolto l’assessora regionale al Turismo Graziamaria Starace, tornano alla ribalta episodi che l’hanno vista protagonista negli anni passati, quando era assessore nella giunta comunale di Vieste guidata da Giuseppe Nobiletti.

Oggi anche il sindaco è indagato per concussione – insieme a un tecnico comunale – in relazione a presunte irregolarità nella revoca della concessione demaniale a un villaggio turistico della famiglia dell’ex marito di Starace, Alessandro Corso. Nobiletti, è la tesi che sta cercando di verificare la Procura di Foggia, avrebbe messo in atto una ritorsione nei confronti di Corso, che Starace accusava di non pagare gli alimenti. Tra il primo cittadino e l’assessora c’è sempre stato un legame molto stretto, basato sulla fiducia umana e sulla stima professionale.

Che, nella primavera 2025, aveva indotto Nobiletti, nella sua qualità di presidente della provincia di Foggia, ad affidare a Starace una consulenza da 96mila euro per attività di supporto tecnico e operativo nell’ambito delle politiche sociali e del Servizio civile universale. Tra i compiti previsti vi erano il supporto alla gestione di un importante appalto per l’assistenza scolastica agli studenti con disabilità e la progettazione di iniziative legate al servizio civile e all’inclusione sociale. L’affidamento era stato immediatamente contestato a livello politico, in virtù del legame istituzionale già esistente tra Nobiletti e la sua assessora, che – alla fine – aveva scelto di fare autonomamente un passo indietro.