L'uomo era stato denunciato dal console italiano per minacce e tentata aggressione
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Alla fine lo hanno arrestato. Non per i reati commessi in Italia o per quello che sta facendo passare da mesi all'ex moglie Nessy Guerra, sottoposta a persecuzioni e violenze e bloccata in Egitto con la figlia dopo la condanna per adulterio, ma perché di recente era stato denunciato alla polizia egiziana dal console onorario d'Italia ad Hurghada per minacce e tentativo di aggressione.Per questo Tamer Hamouda è in carcere e la vicenda potrebbe rappresentare un'occasione per cercare di riportare a casa la donna, 26 anni originaria di San Remo, madre della bambina italo-egiziana Aisha, di 3 anni e mezzo. Le due vivono in una casa protetta per cercare di sfuggire alle violenze dell'uomo, condannato nel nostro Paese per atti persecutori, lesioni personali, furto e truffa, e poi oggetto di varie denunce penali in Egitto. Ad aprile Nessy è stata a sua volta condannata a sei mesi di detenzione e lavori forzati per adulterio, in seguito ad una denuncia dello stesso ex marito, e sottoposta assieme alla figlia contesa dal padre a un divieto di espatrio. A far scattare le manette intorno ai polsi di Hamouda sono state le minacce rivolte al diplomatico italiano a fine maggio, quando l'uomo si è presentato nella sede di Hurghada insieme alla madre per parlare con il console. Un incontro tutt'altro che cordiale: «Dovete darmi i soldi e smetterla di comportarvi così. Datemi i soldi sennò ti faccio sparare alle gambe, finisci su una sedia a rotelle». Un gesto che secondo la legale della donna, Agata Armanetti, dimostrerebbe quanto sia pericoloso Hamouda, tanto da rendere necessario l'immediato rimpatrio della Guerra, «magari con un accordo politico».











