Punta Molentis, una delle spiagge più spettacolari della Sardegna, diventa a pagamento e contingentata. Dietro l'ordinanza del sindaco c'è il ricordo dell'incendio del luglio 2025 e una scelta netta: limitare gli accessi per proteggere un ecosistema fragile. Ma le restrizioni fanno già discutere, come riporta La Nuova Sardegna.

Il prezzo del paradiso Entrare a Punta Molentis costerà dieci euro al giorno. La Giunta comunale di Villasimius ha fissato la tariffa con l'ordinanza firmata dal sindaco Gianluca Dessì, che disciplina gli accessi alla spiaggia dal 6 giugno al 31 ottobre. La prenotazione è obbligatoria, la gestione affidata alla società in house Villasimius Srl, i controlli alla polizia locale con tre passaggi giornalieri. Ingresso gratuito solo per le persone con disabilità, fino a un massimo di tre, con accompagnatore.Ombrelloni fuorilegge (o quasi) La norma che ha acceso le polemiche è il divieto di installare ombrelloni, gazebo, tende e qualsiasi sistema di ombreggio. Un'eccezione esiste, ma è stretta: l'ombrellone è consentito soltanto ai nuclei familiari con bambini fino a dieci anni e agli over 65. Per tutti gli altri, tintarella al sole. L'accesso è contingentato a 70 veicoli al giorno, con un massimo di 150 persone contemporaneamente presenti sulla spiaggia.L'incendio che ha cambiato tutto La misura nasce da un'emergenza concreta. Il 27 luglio 2025 un devastante incendio aveva travolto il litorale di Villasimius, mettendo in pericolo i bagnanti e distruggendo ettari di vegetazione e decine di auto in sosta. Quell'estate ha lasciato il segno. Nell'ordinanza il sindaco motiva il provvedimento con la necessità di «tutela ambientale del sito, salvaguardia degli habitat protetti e sicurezza dei fruitori», sottolineando che «contenere il carico antropico» è oggi «indispensabile» per le condizioni attuali dell'arenile.La questione più grande: overtourism o tutela? Dietro le regole di Punta Molentis c'è un nodo che riguarda molte delle coste più belle d'Italia: fino a che punto il turismo di massa è compatibile con la sopravvivenza degli ecosistemi che lo attraggono? Villasimius sceglie la strada del contingentamento duro — tariffe, prenotazioni, controlli — che da un lato argina il sovraffollamento e riduce il rischio incendi, dall'altro pone una barriera economica all'accesso a un bene pubblico per definizione. Chi non può o non vuole pagare, resta fuori. È una scelta legittima e sempre più diffusa nelle destinazioni sotto pressione, ma che apre una domanda scomoda: proteggere la natura significa renderla accessibile solo a chi se lo può permettere?