Il futuro del Cavallino Rampante potrebbe riservare altre sorprese, con energie alternative che potrebbero fare compagnia alla Luce

Il clamore intorno al lancio della Ferrari Luce non è destinato ad esaurirsi presto. Troppo scioccante è stato il debutto della prima vettura elettrica di Maranello con il suo controverso design. Eppure, se si legge tra le righe di ciò che si trova sotto la carrozzeria, l’ultima nata è un concentrato di tecnologia e brevetti che dimostrano quanto seriamente sia stata presa la strada dell’elettrificazione, terreno con cui, volente o nolente, la Scuderia di Formula 1 deve fare i conti ormai da anni. E se ci fosse in cantiere una Ferrari ad idrogeno?

Uno studio speciale per il serbatoioNegli ultimi anni Ferrari ha depositato negli Usa diversi brevetti relativi ad auto alimentate a idrogeno, sia con elettricità prodotta tramite celle a combustibile, sia bruciando direttamente l'idrogeno come se fosse un carburante. Dopo il progetto di un 6 cilindri alimentato ad H₂ depositato nel 2024, è ora il turno di un componente molto importante, quasi fondamentale, ovvero il serbatoio, sottoposto a valori di pressione enormi (circa 10.000 psi nel caso della Toyota Mirai FCEV) e vincoli di sicurezza rigidissimi. Per un marchio come Ferrari che produce auto sportive, le cose ovviamente si complicano terribilmente, perché le dimensioni di questi serbatoi sono in genere molto importanti, con ovvie conseguenza a livello di design.