Il grattacielo Gioia 22 di Intesa Sanpaolo, a Milano, è stato lo scenario della quindicesima e ultima tappa di Imprese Vincenti, dedicata alle eccellenze imprenditoriali internazionali, con un focus sui contesti economici e culturali dell"Europa Centrale e Orientale e dell"Egitto.

Realtà capaci di innovare e crescere, contribuendo a sviluppo e integrazione di filiere diffuse sul piano geografico, non solo in quanto esportatrici, ma anche nelle catene del valore, divenendo protagoniste dei fenomeni di nearshoring e della transizione Esg.

In quest"ottica la sinergia instaurata tra le divisioni Banca dei Territori e International Banks di Intesa Sanpaolo, guidate rispettivamente da Stefano Barrese e Paola Papanicolaou, si muove a sostegno di una filiera internazionale in grado di attrarre investimenti esteri in Italia e al contempo di valorizzare il made in Italy nel mondo.

A distinguersi sono state dieci «imprese vincenti» provenienti da otto Paesi in cui la banca è presente: l"albanese Italcostruzioni, la croata Aircash, l"egiziana Salcef, la rumena Rekord, le serbe Diopta e Agroitaly, la slovena Incom, la slovacca Minit Slovakia e, infine, le ungheresi Prolan e Catone. «L"evento riflette una tendenza geoeconomica ormai strutturale: la crescente integrazione tra Italia, Europa Centro-Orientale ed Egitto lungo direttrici produttive, commerciali e finanziarie sempre più interconnesse», ha detto Papanicolaou. «In un mondo in cui le catene del valore si accorciano, si regionalizzano e cercano maggiore resilienza, il ruolo di Intesa Sanpaolo è anche costruire connessioni industriali, non solo finanziarie.