La Procura di Roma indaga per corruzione e rivelazione di segreti d"ufficio, nell"ambito dell"esame di legittimità della Corte dei Conti sull"approvazione del progetto per la realizzazione del Ponte sullo Stretto.

Perquisite tre persone: un 70enne ex presidente aggiunto dalla Corte di Conti (in quiescenza dal febbraio scorso), un avvocato 71enne della provincia di Reggio Calabria già consigliere di amministrazione della società Stretto di Messina Spa, un imprenditore 65enne reggino, residente a Roma.

Il TG1 ha fatto i nomi, rispettivamente, di Tommaso Miele, Giacomo Saccomanno e Vincenzo Virgilio.L"avvocato e l"imprenditore, scrive la procura capitolina, «al fine di condizionare l"esame della Corte dei Conti in favore della Stretto di Messina Spa, avrebbero avvicinato il giudice contabile promettendogli il loro appoggio per ricoprire cariche in enti di diritto pubblico (citata la presidenza Antitrust ndr) dopo il suo pensionamento».

L"ad della Stretto di Messina spa, Pietro Ciucci, ha precisato che la società «è totalmente estranea ai fatti», nonché disponibile «a collaborare con gli inquirenti e prendere tutte le misure necessarie a tutela degli interessi aziendali e del progetto».