«Sto bene, a parte un leggero mal di testa: sono felice di essere fuori». Sorride Marco Basoccu mentre esce dall’ospedale Molinette sulle sue gambe, oltre due settimane dopo gli scontri prima del derby tra Torino e Juventus, quando è stato ferito gravement intorno alle 18 del 24 maggio: «Ma non ricordo nulla di quel momento, ho qualche flash e sto ricostruendo piano piano quello che mi è successo» riflette il tifoso bianconero, pantaloni della tuta, canottiera bianca, occhiali scuri e una vistosa fasciatura a coprirgli la testa.

Dopo aver lottato tra la vita e la morte, il commercialista di 36 anni è stato dimesso qualche minuto fa per continuare la riabilitazione a casa dei genitori, a Casale Monferrato (Alessandria): «Sarà ancora lunga ma almeno adesso potremo “coccolarlo” un po’» è raggiante mamma Maria Teresa mentre lo tiene sotto braccio per attraversare corso Bramante e aiutare il figlio a salire sulla Jeep del papà, Pier Luigi. Sono loro a chiedere che venga fatta chiarezza su quanto successo al figlio: «Ormai sembra acclarato che sia stato colpito da un lacrimogeno lanciato da un poliziotto mentre si trovava a 200 metri dal luogo degli scontri. Speriamo che si faccia giustizia, anche per evitare che possa capitare a qualcun altro: chiediamo ai giornalisti di tenere alta l’attenzione».