Caricamento player
La procura di Roma sta indagando su tre persone per corruzione e rivelazione di segreto d’ufficio rispetto alla progettazione del ponte sullo Stretto, che dovrebbe collegare Messina e Reggio Calabria. In base a una nota diffusa dalla procura, il sospetto è che abbiano cercato di condizionare i controlli per l’approvazione del progetto definitivo da parte della Corte dei conti, l’organo costituzionale che ha il compito di controllare i conti dello Stato.
Le persone coinvolte sono un magistrato contabile, ex presidente aggiunto della Corte dei conti, un avvocato che faceva parte del consiglio di amministrazione della società Stretto di Messina e un imprenditore. Gli ultimi due avrebbero fatto pressioni per convincere il primo a ottenere un parere preliminare positivo per la fattibilità del progetto in favore della società Stretto di Messina, a cui il governo ha affidato la gestione del progetto.
Secondo la procura il magistrato avrebbe fornito all’avvocato e all’imprenditore informazioni riservate; in cambio i due gli avrebbero promesso appoggio per fagli ottenere cariche pubbliche dopo il suo pensionamento.
La procura ipotizza che l’avvocato e l’imprenditore abbiano anche cercato di avvicinare altri magistrati che ritenevano utili per favorire gli interessi della società. Il magistrato indagato invece avrebbe riferito loro quali erano gli orientamenti dei propri colleghi rispetto all’approvazione del progetto e altre informazioni.











