Claudio Baglioni torna sui social. E lo fa con un videomessaggio su Instagram per ringraziare i fan dopo che, otto giorni fa, aveva annunciato il rinvio al 2027 del GrandTour La Vita è adesso per i postumi di una polmonite interstiziale. L’artista rivolgendosi ai tanti che gli hanno inviato messaggi di affetto, infatti, li ha ringraziati per avergli dargli "il fiato necessario per continuare a suonare e a cantare".

"Otto giorni fa - ricorda l'artista, seduto al pianoforte - ho fatto un annuncio attraverso un videomessaggio, uno dei più difficili della mia intera carriera, sicuramente il più difficile di questa parte così significativa, quello di essere costretto a spostare, posizionandolo, dilazionandolo, posticipandolo addirittura di un anno il mio progetto di GrandTour La Vita è adesso. Perché un anno intero? Perché quelli erano comunque i luoghi, perché quelli sono i presupposti di un itinerario che non è solamente un percorso artistico, ma lo è anche dal punto di vista umano e documentaristico”.

L'artista ha poi aggiunto: “Mi seccava poi doverlo fare in base a una costrizione, un malanno che andava proprio a colpire quello che è stato sempre uno dei miei motivi di vanto: la capacità polmonare totale. Quando ero studente, un po’ di anni fa, di canto, una delle cose che mi fecero fare subito era quella di vedere quanto tecnicamente avessi come contenitori: e si misurò una capacità di oltre 7 litri, un numero considerevole. E di questo me ne sono fatto sempre un vanto: addirittura con i colleghi si scherzava, si gareggiava a chi teneva le note più lunghe, a chi resisteva di più. Una volta, 41 anni fa - racconta ancora Baglioni - in uno dei concerti che appartenevano al primo tour de La Vita è adesso, allo stadio Flaminio di Roma, l'Istituto di Medicina dello Sport attraverso il contributo di alcuni medici volle monitorare questa mia capacità anche durante il concerto, quindi sotto la camicia avevo una serie di elettrodi che monitoravano e misuravano l'elettorcardiogramma continuamente, per tutta la durata dell'esibizione, e poi ogni tanto andavo dietro e c'era la macchina dell'esame spirometrico, soffiavo lì per vedere appunto quanto era questa capacità anche nella durata, nella distanza, e tutti i medici si meravigliavano del fatto che in quel momento ero un cantante sì, ma sembrava che fossi quasi un atleta da fondo, da maratona".