BRUXELLES - Nel cuore delle missioni di pace nei Balcani, nelle operazioni di deterrenza sul fianco orientale dell'Alleanza, nelle esercitazioni con i partner e nel sostegno alle popolazioni civili colpite da crisi e calamità. La presenza dell'Italia nella Nato attraversa oltre settant'anni di storia e trova una sintesi nella mostra fotografica 'Sicurezza e protezione: l'Italia nella Nato al servizio di pace e stabilità', realizzata dalla Rappresentanza permanente d'Italia presso l'Alleanza Atlantica in collaborazione con l'ANSA.

"Per un Paese, sapersi difendere oggi significa non solo garantire deterrenza, ma anche promuovere sicurezza e, soprattutto, proteggere: le persone, le istituzioni democratiche e i valori che definiscono le nostre società. In un contesto internazionale segnato da trasformazioni rapide e sfide sempre più complesse, questo concetto è alla base del contributo che l'Italia garantisce oggi all'Alleanza atlantica", ha evidenziato l'ambasciatore d'Italia presso la Nato, Alessandro Azzoni, inaugurando l'esposizione in occasione delle celebrazioni del 2 giugno organizzate a Villa Brosio a Bruxelles.

Il percorso espositivo ripercorre, attraverso una selezione di immagini, il contributo italiano alla sicurezza euro-atlantica: dalla storica sede Nato di Bagnoli alle più recenti missioni di air policing nei Paesi baltici, passando per Kosovo, Afghanistan e Iraq, fino alle attività di addestramento e cooperazione militare che vedono l'Italia tra i principali protagonisti dell'Alleanza. "Viviamo una fase complessa: la Nato è un pilastro di stabilità e cooperazione a cui il nostro Paese contribuisce attivamente dal 1949. Questa mostra fotografica intende raccontare il presente, affondando le radici nel passato e proiettando la nostra azione nel futuro - ha evidenziato l'ambasciatore -. Queste immagini testimoniano l'impegno quotidiano di donne e uomini italiani nelle missioni internazionali e nelle operazioni di pace, ma anche nella protezione delle popolazioni civili, nella gestione delle crisi e nel rafforzamento delle società sul piano della resilienza. Difesa, sicurezza e protezione non sono concetti distinti, ma dimensioni interconnesse di una stessa responsabilità. Mi riferisco all'azione del nostro Paese per prevenire i conflitti, sostenere percorsi di stabilità e crescita, investire in sviluppo e cooperazione".