Una piccola spilla appuntata sul bavero delle giacche ufficiali ha accompagnato l’arrivo della nazionale iraniana ai Mondiali 2026. Al momento dello sbarco a Tijuana, in Messico, giocatori e membri della delegazione hanno mostrato un distintivo con la scritta “#168”, riferimento alle 168 vittime – in gran parte bambini – morte nell’attacco che il 28 febbraio 2026 ha colpito una scuola elementare femminile a Minab, nel sud dell’Iran. Le immagini diffuse dall’arrivo della squadra mostrano il simbolo chiaramente visibile sulle giacche blu della delegazione. Un dettaglio che non era presente, invece, al momento della partenza dal ritiro di Antalya, in Turchia, dove la nazionale aveva completato la preparazione prima del viaggio verso il Nord America. Quella spilla dorata appuntata sul petto fa ancora più rumore considerando che il bombardamento del febbraio scorso sarebbe responsabilità degli Stati Uniti, uno dei Paesi - oltre a Canada e Messico - organizzatori e ospitanti della manifestazione calcistica.Nelle scorse settimane il New York Times, citando funzionari americani e persone informate sulle conclusioni preliminari dell’indagine militare, ha riferito che il missile responsabile sarebbe stato lanciato appunto dalle forze statunitensi. Washington non ha però confermato ufficialmente tale ricostruzione. La scelta della nazionale iraniana non rappresenta un episodio isolato. Già durante la finestra internazionale di marzo, prima di alcune amichevoli, i giocatori avevano ricordato le vittime di Minab esibendo zaini scolastici durante l’esecuzione dell’inno nazionale, che aveva cantato indossando una fascia nera al braccio, in segno di lutto. In un'amichevole contro il Costa Rica ad Antalya, in Turchia, avevano invece mostrato fotografie delle persone uccise e delle infrastrutture danneggiate dai bombardamenti.