MondoSegui Domani su Google09 giugno 2026 • 07:00Da Mashhad, al nord-est dell’Iran, la rabbia si è propagata in numerose città, tra cui Isfahan, Fars e Yazd. Appello di 75 premi Nobel: «Fermate le condanne a morte»«La situazione è drammatica»: a dirlo è Azam, 68 anni, che vive alla periferia di Teheran dopo che nelle ultime ore sono state emesse altre condanne a morte e la polizia ha arrestati decine di studenti e studentesse che protestavano. «Il regime ha ripreso il controllo totale dell’apparato e sembra non sia cambiato niente rispetto a quattro mesi fa - ribadisce sconsolato - abbiamo subito bombardamenti e disagi per nulla». Non solo negli ultimi giorni sono state condannate a morte moltissime persoPer continuare a leggere questo articoloSei già abbonato?Bianca SenatoreGiornalista freelance. Dal 2020 percorre alcuni tratti delle rotte migratorie per mettersi, anche se per pochi km, nelle scarpe di chi scappa da guerre, tirannie, fame, distruzioni e soprusi. Ha parlato con uomini e donne, con trafficanti, con mediatori, con attivisti e samaritani. Dal Mediterraneo centrale alla rotta balcanica. Dalle isole dell’Egeo al deserto algerino. Dalla Turchia al confine italo-francese. Sempre sulla strada, per scrivere e mostrare cosa avviene sotto i nostri occhi. Si occupa anche di nord Africa e di Medio Oriente. Si occupa del conflitto israelo-palestinese ed è stata a Gaza nel 2015.
Iran, nuova ondata di proteste contro gli ayatollah: «Abbiamo ripreso ma in tanti sono scomparsi»
Da Mashhad, al nord-est dell’Iran, la rabbia si è propagata in numerose città, tra cui Isfahan, Fars e Yazd. Appello di 75 premi Nobel: «Fermate le condanne a morte»






