Alla vigilia dei Mondiali del 2022, la carriera di Cristiano Ronaldo sembrava arrivata a un punto di svolta. Finito in panchina per scelta dell’allenatore del Manchester United, Erik ten Hag, e costretto a fare i conti con l’età che avanzava, l’attaccante fuoriclasse portoghese dichiarò a novembre di quell’anno, in un’intervista con Piers Morgan, di sentirsi “tradito” dal club. Pochi giorni dopo la messa in onda dell’intervista, proprio mentre in Qatar prendevano il via i Mondiali, Ronaldo e il Manchester United decisero di comune accordo di risolvere il contratto.
Che differenza possono fare quattro anni.
Se da un lato Ronaldo sta ancora inseguendo il suo primo trofeo mondiale in quella che questa estate è la sua sesta e storica partecipazione al torneo all’età di 41 anni, la sua disoccupazione è durata pochissimo. E quell’improvviso divorzio dalla Premier League si è rivelato una fortuna per il suo conto in banca. Il contratto firmato nel gennaio 2023 con il club della Saudi Pro League, l’Al-Nassr — e rinnovato per altri due anni nel 2025 — gli garantisce secondo le stime circa 200 milioni di dollari all’anno. Una cifra sbalorditiva persino per un giocatore che in Inghilterra incassava già 60 milioni di dollari o più a stagione solo per le prestazioni sul campo, secondo le valutazioni di Forbes.







