La Guardia di finanza, con i carabinieri e la polizia, ha effettuato un controllo straordinario sabato sera (foto De Marco)Mala movida e controlli nella notte tra sabato e domenica: "C’è la necessità di guardare oltre l’emergenza". Andrea Foglia, a Civitanova responsabile del Tavolo per le politiche del benessere delle giovani generazioni, chiama in causa la comunità. Per stimolare ad andare oltre "il solito copione – dice – di indignazione, dichiarazioni di circostanza, prese di posizione di politici locali e regionali, richieste di controlli, punizioni esemplari, qualche polemica poi, lentamente, scende il silenzio". Bene il dispositivo straordinario delle forze dell’ordine per rispondere a settimane segnate da aggressioni, risse e tensioni, ma per Foglia tutto è destinato a essere fagocitato da altri temi "e nel giro di poche ore – prevede – ciò che oggi ci indigna rischierà di diventare soltanto un ricordo".
Ribadisce la necessità di "tornare su una questione che merita più di 24 ore di discussione: una comunità non può limitarsi ad applicare regole senza interrogarsi sul disagio che cresce sotto i propri occhi. Si può essere formalmente in ordine e socialmente distratti. Ridurre il dibattito alla dimensione dei controlli rischia di essere un errore. La repressione interviene quando il problema si manifesta. Una comunità matura dovrebbe invece interrogarsi sulle cause che lo generano e sulle condizioni che possono prevenirlo o contenerlo. Il punto è chiedersi quale modello di socialità stiamo offrendo alle nuove generazioni e se la progressiva estensione dei tempi della notte, l’abbassamento costante dell’età dei protagonisti e la diffusione di comportamenti a rischio siano fenomeni che vogliamo semplicemente accettare o piuttosto provare a comprendere e governare". La sicurezza da sola non basta e la responsabilità è di tutti, il concetto che Foglia fa passare, "perché la domanda non è quante pattuglie serviranno il prossimo fine settimana, ma cosa stiamo facendo perché meno ragazze e ragazzi abbiano bisogno di incontrarle. Una domanda che rivolgo soprattutto alla politica, chiamata non solo a fronteggiare le emergenze, ma a creare le condizioni perché emergenze come queste diventino sempre più rare".













