| 9 Giugno 2026 02:01 |

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(Adnkronos) – A urne chiuse, pure quelle dei ballottaggi, tra centrodestra e campo progressista è un rincorrersi di dichiarazioni per interstarsi la vittoria a questa tornata di elezioni amministrative, finite però con un pareggio, almeno per quanto riguarda i capoluoghi chiamati al voto. Se da una parte la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, a caldo, commenta che “i risultati confermano ancora una volta la forza del centrodestra, la solidità della coalizione e il suo radicamento nei territori. Avanti così, con serietà e concretezza”; dall’altra la segretaria del Partito democratico, Elly Schlein, fa notare come la leader di Fratelli d’Italia “continui ad avere problemi con la calcolatrice. Che si tratti di ammettere i troppo scarsi investimenti sulla sanità pubblica di questo governo o i risultati delle amministrative, il tentativo è sempre lo stesso: capovolgere la realtà”, perché “anche in questa tornata elettorale i numeri fotografano una chiara affermazione dell’alleanza progressista, con il Pd primo partito in gran parte del Paese”.

Numeri alla mano, al ballottaggio, il 3-3 non scontenta nessuno. Arezzo, con Marcello Comanducci, e Macerata, con Sandro Parcaroli, rimangono al centrodestra, a Lecco Filippo Boscagli supera il sindaco uscente in quota centrosinistra Mauro Gattinoni. Dall’altro lato della barricata: Agrigento, con Michele Sodano, passa al campo largo, mentre Chieti, con Giovanni Legnini, e Trani, con Marco Galiano, restano feudo delle forze progressiste.