Una spedizione punitiva, con un coltello a lama lunga, per una pedata e una scarpa macchiata. Gli stessi futili motivi che qualche anno fa, costarono la vita a Santo Romano, ucciso davanti al Comune di San Sebastiano al Vesuvio proprio per aver calpestato per sbaglio un piede all’assassino. Ma l’aggressione ai danni di A. D. C. avvenuta la sera di domenica 7 giugno, in via Plinio a Ercolano, secondo i carabinieri che stanno conducendo le indagini, avrebbe il retroscena della premeditazione. Un vero regolamento di conti che poteva trasformarsi in tragedia. Il diciassettenne colpito da diversi fendenti su tutto il corpo, ha ricevuto una pugnalata anche al torace. Pochi millimetri e sarebbe stato spacciato.

A colpirlo, un uomo di 34 anni e il figlio, un ragazzino di 14 che già vanta un curriculum criminale fatto di aggressioni (in collaborazione con il padre), atti di prepotenza e litigi furibondi. Un passato che li ha fatti entrambi finire negli schedari delle forze dell’ordine: i carabinieri della tenenza di Ercolano e del comando di Torre del Greco, domenica sera, a poche ore dall’aggressione in via Plinio, sono riusciti a identificarli anche grazie alle telecamere di sorveglianza e alle testimonianze rese dalla vittima e dalle persone che sono intervenute per sottrarre il povero ragazzo alla furia della diabolica coppia. Padre e figlio, che subito dopo il raid sono scappati, sono accusati di tentato omicidio in concorso. I magistrati oltre a disporre l’arresto dell’uomo, vista l’abitudine a commettere aggressioni, potrebbero decidere di applicare la misura di custodia cautelare anche per il quattordicenne. Il tribunale dei minori starebbe valutando anche la possibilità di togliere la patria potestà a entrambi i genitori. La ricostruzione Secondo una ricostruzione ancora al vaglio degli inquirenti, tutto sarebbe iniziato la sera di sabato 6 giugno in piazza Trieste e Trento a Ercolano quando un tredicenne calpesta e sporca per sbaglio la scarpa del quattordicenne. A quest’ultimo non bastano le scuse del più piccolo: inferocito, si avventa sull’altro ragazzo e lo picchia. Poco dopo, A. D. C., 17 anni, messo a conoscenza dell’episodio, arriva in piazza per prendere le difese del fratello piccolo e si ritrova di fronte all'aggressore che, furioso, lo minaccia brandendo un coltello e una tenaglia, «di quelli che si usano per tagliare il ferro». A. D. C. racconta che il quattordicenne gli grida contro: «Non me ne frega se tuo fratello è piccolo, ti devo uccidere a te e devo uccidere tuo fratello». Il diciassettenne decide di allontanarsi e crede che la questione sia chiusa. Invece, la domenica sera, intorno alle 23, A. D. C.. mentre percorre via Aldo Moro a bordo del suo motorino 125, si accorge di essere seguito da un’auto di colore grigio che tenta di speronarlo: colpito una prima volta, riesce a mantenere l’equilibrio e a scappare verso via Plinio. All’altezza di via Marittima, il giovane cade ma riesce a rialzarsi.17enne aggredito ad Ercolano, lite tra minorenni dietro il ferimento del ragazzo accoltellatoMa gli occupanti dell’auto non gli lasciano tregua e lo raggiungono: ancora in strada l’uomo di trentaquattro anni, con un coltello «dal manico nero e dalla lama considerevolmente lunga», lo colpisce all’altezza della spalla sinistra. Il diciassettenne riesce a fuggire a piedi per cercare rifugio in una paninoteca. Drammatica la scena ripresa anche dalle telecamere del locale. Gli aggressori seguono A. D. C. e mentre il trentaquattrenne gli si avventa colpendolo molte volte con il coltello e ferendolo al braccio sinistro ed al torace, il figlio quattordicenne, infierisce sul giovane con una serie di «ginocchiate all’altezza del volto». Se oggi A. D. C. è salvo, lo deve forse ai titolari della paninoteca che si sono frapposti tra la vittima e gli aggressori che sono poi scappati. La vittima, invece, è stata soccorsa e accompagnata con un’ambulanza al pronto soccorso dell’ospedale Maresca di Torre del Greco: per lui quindici giorni di prognosi. Intanto il prefetto Michele Di Bari, nel corso del comitato per l'ordine e la sicurezza che si è riunito lunedì mattina, ha ribadito che «non saranno tollerate zone di ombra o di impunità e che le istituzioni, in sinergia con le amministrazioni locali, continueranno a profondere il massimo sforzo per restituire piena serenità e sicurezza alle comunità dell'area metropolitana».