«Non voglio lasciare niente in sospeso. Sto preparando tutto quello che c’è da fare per quando non ci sarò. I miei nipoti ancora non sanno niente. Ma lei pensi alle mie figlie. A mia moglie. Se la Cassazione conferma la condanna, io il 15 luglio sera faccio la valigia ed entro in carcere». La voce è ancora combattiva, pugnace. Lo spirito è tenace e coriaceo. Ma lo stato d’animo è quello di chi è cosciente che tra 37 giorni potrebbe finire dietro le sbarre, e dunque vive gli ultimi giorni da libero, come un uomo che si prepara a morire. Mario Roggero, 72 anni, quattro figlie, otto nipoti, è il gioielliere di Grinzane Cavour, paesino in provincia di Cuneo, che il 28 aprile 2021 sparò ai rapinatori, uccidendone due e ferendone un terzo, che avevano fatto irruzione nel suo negozio. Il 3 dicembre scorso, la Corte d’assise d’appello di Torino lo ha condannato a 14 anni e 9 mesi di reclusione per omicidio volontario plurimo e tentato omicidio. Una pena ridotta rispetto a quella inflittagli in primo grado, di anni 17. E ora il 15 luglio prossimo, con una velocità incredibile, inedita per la giustizia italiana, la Cassazione deciderà se confermare la pena.Roggero, condannare una persona di 72 anni a 14 anni di reclusione, è un po’ come darle l’ergastolo.