Non è stata la condanna senza appello che si aspettavano le associazione delle vittime degli abusi nella Chiesa, ma le parole pronunciate da Papa Leone XIV nella terza giornata della storica visita in Spagna segnano uno spartiacque. Dopo anni di silenzio sulla gestione della pedofilia da parte dei vertici ecclesiastici iberici, il pontefice americano ha affrontato apertamente il tema davanti al vescovi della Conferenza episcopale spagnola (Cee), definendo gli abusi "una piaga" e lasciando intendere che è tutt'altro che sanata.

"Uno degli incontri più dolorosi è con coloro che sono stati feriti proprio da chi doveva prendersi cura di loro, anche dai membri del clero", ha affermato. "Di fronte a questa piaga, la comunità ecclesiale è chiamata a rispondere con l'ascolto, la verità, la giustizia, la riparazione e un impegno sempre più deciso nella prevenzione e nella cultura della cura". Quindi, il passaggio che molti hanno letto come il cuore del messaggio ai vescovi: "Ogni persona ferita deve poter trovare ascolto sincero, accoglienza, protezione e percorsi reali di guarigione".

Parole che hanno trovato una traduzione nell'impegno assunto nel colloquio a porte chiuse con sei vittime di abusi sessuali avuto nel pomeriggio presso la Nunziatura apostolica. Durante un'ora, "a partire dalle proprie dolorose vicende personali", ciascuno dei sopravvissuti "ha offerto alcune proposte per rendere più efficace la risposta della Chiesa", segnala il Vaticano. Leone XIV ha garantito il suo impegno perché servano da "fondamento per ulteriori sforzi e la Chiesa possa realmente essere luogo sicuro", "dove le ferite trovino conforto e guarigione".