L’escalation tra Iran e Israele porta al blocco immediato dei valichi di Kerem Shalom ed Erez: con i valichi chiusi per motivi di sicurezza, i prezzi dei beni di prima necessità a Gaza schizzano alle stelle e i civili rimangono intrappolati nell’isolamento totale, aggravando una crisi umanitaria in cui il flusso di aiuti era già ridotto al minimo.
Militari israeliani nella Striscia di Gaza. Foto di Sami Abu Omar
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L’incubo dell’isolamento e il ricatto della fame: a Gaza ogni escalation tra Iran e Israele si traduce così, con la chiusura degli unici valichi che la connettono al resto del mondo.
“Ieri, quando l’Iran ha lanciato l’attacco contro Israele, lo Stato Ebraico ha dichiarato di aver chiuso tutti i valichi che connetto la Striscia di Gaza allo stato Ebraico, sia Kerem Shalom che Erez. I prezzi nei mercati della Striscia si sono immediatamente alzati alle stelle”, racconta Sami Abu Omar, operatore umanitario gazawi sfollato a Khan Younis. “La gente che doveva evacuare in Giordania è rimasta bloccata a Gaza, ci sono persone che dovevano uscire da Kerem Shalom, anche operatori umanitari internazionali che restano bloccati qui”, continua Abu Omar. Il Cogat, l’organismo del ministero della Difesa israeliano che si occupa dell’amministrazione civile nei Territori, ha annunciato in una nota: “A seguito degli attacchi missilistici lanciati dall’Iran contro Israele, sono state adottate diverse necessarie misure di sicurezza in tutto il Paese, inclusa la chiusura temporanea dei valichi di accesso alla Striscia di Gaza. Operare i valichi sotto il fuoco degli attacchi mette a rischio vite umane, sia dal lato israeliano sia da quello di Gaza, pertanto, i valichi non possono essere gestiti in sicurezza in tali condizioni”.







