Vent’anni, una vita spezzata troppo presto e l’ultimo abbraccio della sua città. Una chiesa stracolma per salutare Sofia Barillà, la studentessa palermitana morta in Portogallo mentre era impegnata nel programma Erasmus. I funerali si sono svolti questo pomeriggio nella chiesa di Santa Teresa alla Kalsa, a Palermo, dove amici, parenti e conoscenti si sono stretti attorno alla famiglia della giovane.A celebrare la funzione è stato padre Giuseppe Di Giovanni. «Che possa Sofia godere di una giovinezza perenne», ha detto durante l’omelia. Poi il sacerdote ha ricordato l’affetto che ha circondato la ragazza: «La chiesa non basta per manifestare amore, allegria e affetto. Sofia in questi 20 anni ha maturato con la sua vita il vero senso dell’esistenza, la sua pienezza».Padre Di Giovanni ha richiamato le testimonianze raccolte in questi giorni: «Ho ascoltato le parole di quanti l’hanno apprezzata ed amata. Il suo amore per la sua città. Questo grande amore contagioso». Poi il riferimento ai genitori: «In questi giorni hanno vissuto momenti drammatici e nonostante tutto oggi stanno tenendo grande compostezza».Nel ricordo del sacerdote è emersa l’immagine di una ragazza piena di energie e interessi. «Ho avuto modo di ascoltare le risorse e le eccellenze di questa ragazza. Una donna molto giovane che ha già accumulato tante esperienze e che riusciva a trasmettere il suo calore e la sua energia».L’omelia si è chiusa con un invito rivolto soprattutto agli amici e alla comunità che ha riempito la chiesa: «Portiamo avanti l’opera di Sofia. Portiamo con Sofia la luce che la rappresenta. Cerchiamo sempre di fare il meglio. L’esempio di vostra figlia Sofia dovrà rimanere nel cuore di tutti noi che oggi piangiamo». Alla fine, nella chiesa gremita, è partito un lungo applauso.Durante la cerimonia è arrivato anche il ricordo della zia: «Cara Sofia, la vita è stata troppo breve e nessuno ha capito bene cosa sia successo. Io per te ero una zia ed una confidente. Rimarrai nei ricordi e nei sorrisi che ci hai regalato, nella tua estrema dolcezza che per te era una forza. Ci hai insegnato questo: che ogni giorno va vissuto con il cuore aperto».La famiglia ha voluto ringraziare il presidente della Regione Renato Schifani «per essersi interessato per il rientro della salma in Italia». Schifani era presente alla funzione, così come il sindaco Roberto Lagalla. Proprio al primo cittadino padre Di Giovanni ha chiesto che a Sofia venga intitolata una strada oppure un centro sociale, artistico o di volontariato. Lagalla, molto commosso, ha confermato che il Comune troverà uno spazio da dedicare alla studentessa palermitana.All’uscita dalla chiesa, il feretro è stato accompagnato da diversi brani musicali, tra cui Stand by Me, mentre l’applauso degli amici e dei familiari ha segnato l’ultimo saluto.
L’ultimo abbraccio a Sofia, folla e commozione ai funerali alla Kalsa
Nella chiesa di Santa Teresa il ricordo della studentessa morta in Portogallo durante l’Erasmus










