Fatturato raddoppiato in quattro anni, oltre il cinquanta per cento dei ricavi generati all’estero, sessantacinque società attive in trenta paesi. E, da inizio 2026, sette nuovi progetti di ricerca europei e nazionali aggiudicati nel campo dell’intelligenza artificiale. Almaviva Group non è più soltanto un grande nome dell’It tricolore: è diventata, con metodo e senza clamore, uno degli attori più attivi nell’ecosistema europeo dell’IA di frontiera. A raccontarlo è Valeria Sandei, Global AI Director di Almaviva Group e ceo di Almawave, la società del gruppo specializzata in intelligenza artificiale e linguaggio naturale.

Il gruppo ha chiuso il 2025 con 1,8 miliardi di euro di fatturato, con una presenza operativa che si estende dall’Alaska a Bangalore, dalla Florida al Cairo, dal Cile al Brasile. Eppure, a differenza di molti concorrenti globali, il cuore decisionale e la proprietà restano in Italia. “Siamo sovrani - spiega Sandei - perché la nostra azienda è cento per cento italiana. Non perché abbiamo localizzato dei server in Italia. Siamo sovrani perché viene tutto deciso qui”. Una distinzione che non è sfuggita alle istituzioni europee: la conquista del progetto per l’euro digitale con la Banca Centrale Europea ne è la prova più eloquente.