Roma, 8 giugno 2026 – Il riaccendersi dello scontro diretto tra Iran e Israele sta mantenendo la regione del Medio Oriente “bloccata in un circolo vizioso di negoziati di pace e fragili cessate il fuoco”, con costi incalcolabili per l’intera regione e non solo. È questo l’avvertimento lanciato dall’Alta rappresentante per gli Affari esteri e la Politica di sicurezza dell’Unione europea, Kaja Kallas, nella conferenza stampa organizzata a margine del Consiglio UE Difesa a Cipro.
I commenti di Kallas giungono dopo che, nella notte tra domenica 7 e lunedì 8 giugno, la crisi si è riaccesa con uno scambio diretto tra Israele e Iran. “Tutte le parti devono tornare al tavolo dei negoziati”, ha affermato Kallas, sottolineando la gravità della situazione che ormai da 100 giorni sta bloccando il traffico di greggio a livello globale nello Stretto di Hormuz. A seguito della nuova ondata di attacchi, i prezzi del petrolio sono di nuovo risaliti, con il Brent arrivato a 97,15 dollari al barile.
L’aviazione israeliana ha lanciato raid contro obiettivi nel centro e nell’ovest dell’Iran, dopo nuovi lanci missilistici attribuiti a Teheran verso il nord di Israele. Secondo i media internazionali, gli attacchi israeliani avrebbero colpito anche il complesso petrolchimico di Mahshahr, nel sud-ovest iraniano, accusato di contribuire alla produzione di materiali per il programma missilistico.









