È scontro in Commissione Covid. Al centro gli interrogatori svolti, in un commissariato, da parte di consulenti incaricati da FdI nei confronti di semplici cittadini. Le opposizioni hanno denunciato le modalità, a loro giudizio illegittime, e abbandonato i lavori. Il presidente Lisei (FdI): “Resto, non abbiamo violato nulla”
Si riaccende lo scontro nella Commissione d'inchiesta sul Covid. Le opposizioni hanno abbandonato i lavori denunciando la gestione, a loro giudizio illegittima, da parte del presidente Marco Lisei, di Fratelli d'Italia. Al centro delle polemiche le audizioni svolte da consulenti incaricati da FdI, che avrebbero interrogato semplici cittadini all'interno di un commissariato di polizia. Operazioni definite "illegittime, se non addirittura illecite". Ma da via della Scrofa respingono le accuse: "Le sedute sono state condivise e votate da tutti".
Cosa sta succedendo in Commissione Covid Ieri Pd, M5s, Avs e Italia Viva hanno scritto ai presidenti della Camera e del Senato, Lorenzo Fontana e Ignazio La Russa, per chiedere lo stop delle attività e un passo indietro di Lisei. "Noi abbiamo appreso dalla documentazione acquisita che persone informate sui fatti sono state ascoltate fuori dalla sede della commissione, in un commissariato di polizia", ha detto il capogruppo del Pd al Senato, Francesco Boccia, intervenendo sull'ordine dei lavori. " Non stiamo discutendo di questioni procedurali, stiamo discutendo del fatto che prerogative attribuite dal Parlamento a una commissione sarebbero state esercitate da soggetti estranei alla commissione, che non sono parlamentari. Per questo abbiamo scritto ai presidenti delle Camere, per questo abbiamo chiesto l'immediata sospensione dei lavori" e "che sia accertata la nullità delle attività svolte. Per questo abbiamo chiesto, presidente Marco Lisei, che lei passi la mano", in quanto "è in discussione il confine fra legalità e arbitrio". Sin dalla sua costituzione, la Commissione parlamentare di inchiesta sulla gestione dell'emergenza sanitaria causata dalla diffusione è stata protagonista di numerosi scontri tra maggioranza e opposizioni. In quest'ultimo atto, a far insorgere i partiti di minoranza sono state alcune attività istruttorie svolte all'interno di un commissariato di polizia da parte di alcuni consulenti, soggetti estranei al Parlamento, incaricati attraverso "discutibili deleghe". Secondo Boccia, "il confine è stato oltrepassato. Il Parlamento ha il dovere di fermarsi. Una commissione d'inchiesta non è un tribunale politico, non è una procura parallela, non è uno strumento soprattutto nelle mani della maggioranza, non è un luogo dove si costruiscono teoremi da consegnare alla propaganda di parte. Mai nella storia una commissione d'inchiesta era stata utilizzata contro un governo del passato. Questo è revisionismo ed è una ferita per le istituzioni".










