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Cluadio Tadicini

L'uomo denunciato da una quindicenne, amica della figlia, molestata quotidianamente con richieste di foto e incontri. Ma altri casi sono venuti fuori dalle indagini. Inchiesta chiusa, l'uomo rischia di finire a processo

Messaggi inviati a tarda notte, complimenti sul corpo, richieste di fotografie e inviti insistenti a incontrarsi. Dall’altra parte dello schermo, però, non c’erano coetanee o donne adulte, ma ragazzine di 13 e 15 anni, tutte amiche della figlia. È da queste chat, conservate e poi consegnate ai carabinieri, che prende forma l’inchiesta della Procura di Lecce nei confronti di un meccanico di 55 anni di Nardò, accusato di aver adescato online almeno cinque minorenni attraverso TikTok e WhatsApp. L’indagine è ora chiusa e l’uomo rischia il rinvio a giudizio.

L’indagine è partita nel giugno 2025 dalla denuncia presentata ai carabinieri da una quindicenne accompagnata dalla madre. Secondo quanto contestato, per settimane il 55enne le avrebbe inviato messaggi quotidiani, augurandole il buongiorno e la buonanotte, manifestandole affetto e chiedendo insistentemente di incontrarla. Nelle chat sarebbero comparsi riferimenti al suo aspetto fisico e richieste di fotografie. In alcuni messaggi l’uomo si sarebbe rivolto alla minorenne chiamandola «amore mio», dichiarando di volerla vedere e sostenendo di sentirne la mancanza.