Una vittoria dal retrogusto amaro. Domenica sera Florentino Pérez ha tirato un sospiro di sollievo nel momento di apprendere l’esito delle operazioni di voto per la presidenza del Real Madrid: vittoria larga, che gli consegna il settimo mandato a capo della Casa Blanca fino al 2030. È ininterrottamente assiso su quella poltrona dal 2009 e l’aveva già occupata dal 2000 al 2006. Numeri importanti, ai quali se ne potrebbe aggiungere uno da record, come viene fatto notare dal quotidiano El País: 83.
Sono gli anni che il presidente madridista avrà al compimento di questo settimo mandato, nel 2030, ciò che farà di lui il presidente in carica dall’età più anziana nella storia del club merengue. Potrà così superare il mitico Santiago Bernabeu, che del Real fu presidente fino all’età di 82 anni. Cioè fino alla morte, dettaglio che indurrà Pérez a fare qualche scongiuro.
Ma al di là dei dati e dei numeri, rimane il fatto che questa vittoria elettorale matura al termine di un percorso che nella storia dell’ultimo ventennio madridista è stata un inedito: una vera competizione elettorale. Fin qui Pérez era stato riconfermato al termine di crimonie di voto prive del sale della contrapposizione. Invece stavolta il presidentissimo ha dovuto affrontare una vera campagna elettorale.










