Le attese, le stanze chiuse, i telefoni ritirati, il conto da pagare, il passaggio di consegne tra chi recluta e chi accompagna. Poi arrivano i gommoni, il buio, il carburante che cola sulle gambe, il sale che brucia sulle ferite. In una delle traversate finite al centro dell’indagine coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia e antiterrorismo di Genova, sette migranti, tra cui una ragazzina di 12 anni, hanno riportato ustioni per la fuoriuscita di benzina dalle taniche presenti a bordo. È uno di quei finiti nel cuore dell'indagine sulla tratta degli essere umani per la rotta tra Tunisia–Pantelleria.
Dieci i tunisini arrestati: 6 custodie cautelari in carcere e 4 obblighi di dimora con permanenza domiciliare notturna. Il provvedimento è stato emesso dal Gip del Tribunale di Genova su richiesta della Procura della Repubblica di Genova – Dda e Antiterrorismo. Il reato principale è quella di associazione a delinquere transnazionale finalizzata al favoreggiamento dell’immigrazione clandestina; per uno degli indagati si aggiunge anche la contestazione relativa a un’attività abusiva di servizi di pagamento attraverso il sistema informale detto “hawala”.
Le misure cautelari e il perimetro dell’inchiesta











