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La mostra "Passi di memoria" alla Marucelliana di Firenze

Firenze, 8 giugno 2026— A partire da giovedì prossimo la Biblioteca Marucelliana di Firenze ospita ospiterà la mostra “Passi di memoria. Tra scena e istituzione: la Danza a Firenze tra Ottocento e Novecento”, un percorso dedicato al ruolo che la città ebbe nello sviluppo della danza tra la fine del XIX secolo e l’inizio del XX. L’esposizione sarà inaugurata alle 17 e in occasione dell’apertura verrà presentato anche il catalogo scientifico della mostra, pubblicato da Pontecorboli Editore. Curato da Maria Alberti, Silvia Castelli, Laura Manzoni e Caterina Pagnini, con la collaborazione di Maria Beatrice Sanfilippo, il progetto nasce con l’intento di restituire centralità alla danza come pratica artistica, culturale e sociale, valorizzando al tempo stesso Firenze come luogo di incontro tra esperienze coreutiche, pedagogiche e performative. Il programma inaugurale prevede anche la presentazione di cinque quadri di danza, accompagnati da testi di Nicoletta Manetti, messi in scena da diverse scuole e realtà formative del territorio: Accademia Internazionale Coreutica – Scuola di formazione professionale di Firenze, A.S.D. Campomarte – Ginnastica ritmica di Firenze, Associazione Danzare Cecchetti Ancec Italia di Firenze, Scuola di danza Hamlyn di Firenze, New Studio Accademico di Lucca, Scuola di danza Salvetti di Firenze e Scuola di danza Smile di Montemurlo, in provincia di Prato. Le esecuzioni saranno accompagnate dalla musica dal vivo di Alberto Bologni al violino e Alessandro Magini al pianoforte. Il percorso espositivo è organizzato in quattro sezioni cronologiche. La prima è dedicata all’Ottocento, periodo in cui Firenze assume un ruolo di primo piano nel panorama coreutico italiano ed europeo. Attraverso figure come Gaetano Gioia, Salvatore Viganò, Carlo Blasis, Amalia Brugnoli, Enrico Cecchetti e Giovanni Lepri, la città contribuisce allo sviluppo tecnico e drammaturgico della danza. In questo quadro si inserisce anche la nascita, nel 1864, della Scuola di Ballo del Teatro della Pergola. La seconda sezione guarda alla prima metà del Novecento, raccontando una fase di particolare vitalità per la danza fiorentina. Firenze diventa luogo di incontro tra balletto classico accademico e nuove avanguardie europee. Tra le esperienze ricordate c’è il passaggio di Isadora Duncan, la cui danza libera e ispirata all’arte antica trova in città un ambiente fertile, intrecciandosi con le esperienze teatrali di Eleonora Duse e con le riflessioni di Edward Gordon Craig. Nello stesso periodo si affermano nuovi approcci pedagogici e performativi influenzati dalla ritmica di Émile Jaques-Dalcroze, dalle teorie di Rudolf Laban e dalla danza espressionista tedesca. La terza sezione è dedicata alla nascita della Scuola di Ballo del Teatro Comunale e al ruolo del Maggio Musicale Fiorentino nello sviluppo delle arti sceniche italiane. In questo contesto viene approfondita la figura di Angiola Sartorio, legata alla diffusione della danza moderna in Italia, e quella di Avia De Luca, allieva di Jia Ruskaja, a cui fu affidata la direzione della nuova Scuola di Ballo. L’ultima sezione segue alcune protagoniste della danza fiorentina del secondo dopoguerra, in particolare Laura Salvetti e Antonietta Daviso. Salvetti, formatasi con Angiola Sartorio e Kyra Nijinskij, intraprese una carriera come danzatrice e coreografa, contribuendo poi alla formazione di nuove generazioni con la fondazione della scuola di danza Salvetti nel 1957. Accanto a lei, la mostra ricorda anche Antonietta Daviso, che proseguì l’attività didattica avviata da Daria Collin. La mostra sarà visitabile alla Biblioteca Marucelliana di Firenze dall’11 giugno all’11 settembre 2026. L’ingresso è libero, secondo gli orari di apertura della Biblioteca. Caterina Ceccuti